Terza ondata?

Coronavirus, gli ospedali tornano a riempirsi: “La situazione in Liguria sta cambiando”

Bassetti: "Reparto pieno ma siamo pronti", Gratarola: "L'aumento di circolazione si ripercuote sui ricoveri"

Genova. “Stasera il reparto di malattie infettive è pieno. La situazione non è di emergenza ma sta progressivamente cambiando”. Matteo Bassetti, primario del San Martino di Genova, conferma ciò che emerge dai bollettini regionali degli ultimi giorni: i ricoveri ospedalieri in Liguria mostrano nuovamente una tendenza a salire dopo una discesa lenta e prolungata. Oggi 590, ieri erano 579, martedì 570. Basti pensare che una settimana fa erano 545, cioè 45 in meno di oggi.

“Sarà un fine settimana differente da quelli precedenti – conferma Angelo Gratarola, coordinatore del dipartimento di emergenza-urgenza della Liguria e direttore del pronto soccorso del San Martino -. L’aumento della circolazione del virus si ripercuote sul sistema ospedaliero. La pressione è aumentata anche se non in maniera drammatica. Per ora la pressione sulle terapie intensive è costante, abbiamo oscillazioni con numeri molto piccoli. È possibile che anche quel dato possa incrementare perché alcuni pazienti si complicano e hanno bisogno di cure intensive”.

I dati del monitoraggio Iss-ministero della Salute, quello che verrà presentato domani e che decreterà la permanenza della Liguria in zona gialla (salvo sorprese) dicono che i posti letto occupati da positivi sono sotto la soglia critica, ma si riferiscono alla settimana scorsa. I dati di questa settimana, invece, impatteranno sulle decisioni valide per i liguri a partire dal 15 marzo. Questo per rendere idea dell’effetto “scoppio ritardato” a livello di ordinanze.

“La settimana scorsa abbiamo detto che avremmo dovuto alzare gli argini perché i ricoveri sarebbero potuti aumentare e l’abbiamo fatto – prosegue Bassetti -. Il San Martino e gli altri ospedali sono perfettamente attrezzati. Se dovesse esserci un aumento dei casi nelle prossime quattro settimane, come è già successo un anno fa in occasione della prima ondata, noi siamo pronti“.

La novità positiva è che nell’ultima settimana i ricoveri attraverso il sistema di fast track (cioè pazienti monitorati dai medici di famiglia in diretto contatto con l’ospedale) sono stati ben 60, tutte persone che non gravano sul pronto soccorso.

E mentre gli ospedalizzati crescono con un’età media che rimane tra i 70 e i 75 anni, come spiega Bassetti, il dato interessante è che il contagio adesso si diffonde molto di più tra i giovani che non tra gli anziani. “Da quando campagna vaccinazione è partita lo scenario è cambiato – spiega Filippo Ansaldi, responsabile della prevenzione per Alisa -. Per gli over 80 abbiamo avuto una prodigiosa diminuzione dell’incidenza che è passata 30 casi su 100mila abitanti a gennaio a circa 15 casi attuali”. Tanto che adesso la fascia d’età che mostra più contagi in proporzione è quella tra 5 e 19 anni, cioè i bambini e i ragazzi in età scolare.

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