Coronavirus, approvato il nuovo decreto: addio zona gialla in Liguria fino al 6 aprile - Genova 24
Le regole

Coronavirus, approvato il nuovo decreto: addio zona gialla in Liguria fino al 6 aprile

Confermata la zona rossa a Pasqua e Pasquetta, consentite le visite a parenti e amici con gli stessi limiti in vigore a Natale

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Roma. È stato approvato dal consiglio dei ministri il nuovo decreto sull’emergenza Covid che sostituisce il Dpcm e sarà in vigore dal 15 marzo al 6 aprile. Come già anticipato, tutta Italia entrerà in zona rossa dal 3 al 5 aprile per le festività di Pasqua con divieto totale di spostamento (tranne alcune eccezioni per le visite alle abitazioni private).

Ma c’è di più: fino al 6 aprile nessuna regione (e quindi nemmeno la Liguria, che da lunedì entra in zona arancione) potrà tornare in zona gialla, con l’unica eccezione di quelle che si trovano in zona bianca (per ora solo la Sardegna). Per tutti gli altri saranno valide le restrizioni della zona arancione o della zona rossa, a seconda dei dati del contagio.

Un’altra novità è che con un’incidenza settimanale di 250 nuovi contagi ogni 100mila abitanti le regioni entreranno automaticamente in zona rossa, senza dunque attendere il meccanismo finora previsto dal monitoraggio settimanale.

Zona rossa a Pasqua: divieti, chiusure e regole da seguire

Sarà vietato ogni spostamento da casa propria, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute. Sarà però consentita una sola visita al giorno a parenti e amici, massimo due persone senza contare minori di 14 anni e disabili conviventi.

Rimangono chiusi bar e ristoranti: asporto consentito fino alle 22 (fino alle 18 per i locali senza cucina), consegna a domicilio in tutti gli orari. Chiusi i negozi (eccetto supermercati, alimentari e beni di prima necessità). Aperte edicole, tabaccherie, farmacie, parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici. Chiusi musei, mostre, teatri, cinema, bar, palestre, piscine, sale giochi, sale scommesse.

Attività sportiva consentita solo in forma individuale e all’aperto. L’attività motoria si può svolgere nei pressi della propria abitazione.

Visite a parenti e amici

Durante il periodo di zona rossa nazionale sarà consentito all’interno della stessa regione “lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

In tutti gli altri giorni le visite a parenti e amici saranno vietate in zona rossa (tranne che per ragioni di necessità) e sottoposte ai limiti di cui sopra per le regioni in zona arancione.

Le parole del premier Draghi

“A un anno dall’inizio della pandemia, ci troviamo di fronte a una nuova ondata di contagi – afferma il presidente del consiglio Mario Draghi durante la conferenza stampa dall’hub vaccinale di Fiumicino -. L’incremento dei contagi dell’ultima settimana è stato di 150 mila a fronte dei 130 mila della settimana precedente, un aumento di 5000 dei ricoverati e di 650 unità in terapia intensiva. Queste cifre ci impongono la massima cautela e dobbiamo limitare il numero dei morti e la saturazione delle strutture sanitarie. Il ricordo di quello che è successo la scorsa primavera è vivo e faremo di tutto per evitare che risucceda”.

Puntualizza che il nuovo provvedimento non è un Dpcm ma un decreto legge che quindi prevede la partecipazione del parlamento: “Senza la collaborazione si perde entusiasmo in questa battaglia”. Illustra gli impegni presi nei confronti dei cittadini dal punto di vista economico: “E’ previsto il prolungamento della Cassa integrazione guadagni e il finanziamento degli strumenti per contrastare la povertà oltre ai contributi in forma più semplice per gli autonomi e le partite Iva e sarà possibile il ricorso allo smart working, al congedo parentale o al bonus babysitting per chi ha i figli in Dad”. Si sofferma sulle decisioni prese in ambito sanitario: “Vogliamo incrementare il numero di dosi di vaccino giornaliere, a oggi siamo a 170 mila somministrazioni al giorno e vorremmo arrivare a triplicarlo. Già nei primi 11 giorni di marzo è stato somministrato il 30% di tutte le vaccinazioni fatte fino all’inizio di questo mese, è il doppio della media dei mesi precedenti”.

“L’Italia ha deciso di partire dal personale sanitario, poi abbiamo fatto le Rsa, gli ultraottantenni e il personale della scuola, delle università e del soccorso pubblico. Mentre completeremo la vaccinazione di queste categorie procederemo seguendo il criterio dell’età e chiedo a tutti di saper aspettare il proprio turno come ha fatto il presidente della Repubblica”. Dopo aver ricordato che la “vaccinazione diffusa” è l’unico strumento per uscire dalla pandemia ripete: “Con le vaccinazioni potremo fare a meno delle restrizioni che abbiamo approvato oggi in consiglio dei ministri e in quel momento dovremo essere organizzati per la riapertura delle attività economiche”.

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