Consegne a casa, sciopero nazionale dei rider. L'appello: "Oggi nessun ordine" - Genova 24
Agitazione

Consegne a casa, sciopero nazionale dei rider. L’appello: “Oggi nessun ordine” fotogallery

Nel pomeriggio il presidio a De Ferrari

Sciopero dei rider, presidio davanti alla prefettura

Genova. Per la giornata di oggi, venerdì 26 marzo, è stato indetto il blocco del servizio di food delivery in tutto il Paese, compreso in Liguria, con uno sciopero dei lavoratori della rete “RiderXiDiritti”. Le rivendicazioni riprendono quanto già espresso durante le manifestazioni dei mesi scorsi: in questo ultimo anno le consegne a domicilio sono divenute essenziali, ma a questo non ha fatto seguito un adeguamento salariale e un miglioramento delle condizioni di lavoro di centinaia di ragazzi e ragazze che tutti i giorni percorrono decine di chilometri per raggiungere le nostre abitazioni.

A Genova è previsto un presidio a De Ferrari alle ore 18,30, organizzato dal Coordinamento Rider Genova: “Come fattorini del delivery intendiamo ribadire, alla luce anche delle indagini effettuate dalla Procura di Milano, la nostra opposizione all’accordo capestro firmato da UGL e Assodelivery lo scorso 3 Novembre e rivendicare con urgenza la necessità di applicare un Contratto Collettivo Nazionale di settore (Trasporti e Logistica o il Commercio) che regolamenti tutta la categoria riconoscendo a lavoratrici e lavoratori finalmente tutti i diritti e piene tutele”.

L’appello all’adesione è lanciato a tutti: “Per questa ragione chiediamo a tutte le colleghe e i colleghi d’Italia di incrociare le braccia e di partecipare alle iniziative che verranno organizzate nelle varie città che aderiranno alla mobilitazione: divulgheremo qui una lista delle manifestazioni previste per tutto il giorno su tutti i territori e la lista verrà aggiornata in tempo reale. Chiediamo a tutte e a tutti le/i rider per una giornata di rinunciare al lavoro e di bloccare il servizio, con l’obiettivo di mandare un chiaro segnale alle aziende per cui lavoriamo: il tempo delle attese è finito, dateci tutto quello che ci spetta di diritto”.

Ma non solo: “A tutte le cittadine e ai cittadini chiediamo inoltre di non usufruire del servizio di consegna a domicilio il giorno della mobilitazione e di rivolgersi ai ristoranti direttamente con l’asporto, in quanto anche i clienti, che giocano un ruolo importante nella filiera del delivery, prendano parte attivamente alla protesta”.

Solidarietà arriva anche da Rifondazione Comunista e dalla Camera del Lavoro di Genova che insieme alle categorie Cgil di Nidil, Filt Filcams, sostengono e promuovono la mobilitazione nazionale dei riders. “La recente inchiesta della Procura della Repubblica di Milano ha posto l’attenzione sull’estrema precarietà di questi lavoratori e sui diffusi comportamenti “illeciti” da parte delle aziende. L’indagine ha portato alla predisposizione di verbali in cui si prevede la ricostituzione di rapporti di lavoro di oltre 60 mila lavoratori a livello nazionale. Le aziende stanno facendo ricorso contro il provvedimento e la Cgil è disposta a dare tutta l’assistenza necessaria ai lavoratori interessati. L’inchiesta della Procura di Milano conferma ciò che da anni la Cgil rivendica: i riders devono avere diritto a tutele contrattuali effettive. Ai riders vanno riconosciuti i diritti derivanti dal rapporto di lavoro subordinato, devono essere tutelati e con un monte ore garantito; lavoratrici e lavoratori del settore devono avere una retribuzione oraria congrua (agganciata al Contratto nazionale della Logistica e Trasporti) che tenga in considerazione anche i tempi di attesa oltre ad un pacchetto di diritti irrinunciabili, quali malattia, ferie, tfr e permessi studio”.

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