5 marzo

Confermato lo sciopero dei portuali, oggi doppio presidio a Genova

Fallita la mediazione tra sindacati, terminalisti e Autorità di sistema portuale. Poggi (Filt): "Scioperiamo per il rispetto"

Genova. Confermato lo sciopero dei portuali previsto a Genova per oggi, venerdì 5 marzo. È questo l’esito della riunione tra Autorità portuale, terminalisti e sindacati convocata ier mattina.

Ufficialmente non sono previsti cortei ma soltanto due presidi organizzati da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: il primo in corrispondenza del varco portuale di Ponte Etiopia, dalle 5.45 alle 8.30, mentre quello principale sarà sotto la sede di Confindustria Genova a Brignole, dalle 9.30 alle 12. L’astensione riguarderà tutte le prestazioni dalla sera del 4 marzo a quella del 5 marzo, in base all’organizzazione funzionale dei singoli terminal.

Fallita dunque la mediazione tentata nelle ultime ore. Lo sciopero nasce come risposta alla lettera consegnata a mano dal presidente dei terminalisti genovesi Beppe Costa al segretario generale dell’Autorità di sistema portuale di Genova, Savona e Vado ligure, in cui si diffida e mette in mora l’Autorità portuale per non avere vigilato sulle azioni della Culmv, comprese le richieste di adeguamenti tariffari erogate dalle aziende alla Compagnia dal 2013 ad oggi, circa 8 milioni che sono pronti a chiedere indietro come risarcimento danni. Da ricordare che proprio a gennaio i terminalisti hanno firmato l’ultimo accordo con la compagnia unica valido per l’anno in corso e nessuno poteva immaginare che nel giro di un mese quell’accordo potesse essere messo in discussione.

Questo è uno sciopero per il rispetto – commenta il segretario della Filt Cgil Enrico Poggi – perché quella lettera non tocca solo la Culmv ma è sintomatica di un attaggiamento che mi fa pensare che i terminalisti firmano gli accordi e poi li disconoscano”. Ancora nell’incontro di questa mattina in Autorità di sistema, incontro sollecitato dal prefetto come ultimo tentativo di arrivare a una mediazione, i sindacati hanno chiesto ai terminalisti di disconoscere formalmente quella lettera: “Gli abbiamo chiesto di scrivere un documento formale di scuse disconoscendo quella lettera – spiega Poggi – e loro ci hanno risposto che visto che quella lettera per loro non ha alcun valore non c’è bisogno di disconoscerla”.

Oltre ai metalmeccanici della Fiom, solidarietà e vicinanza ai portuali arriva da altre categorie. “La lotta dei portuali a difesa dei diritti e della sicurezza non è solo una vertenza sindacale: è una battaglia di civiltà – dichiara Fabio Allegretti, segretario generale Slc Cgil Genova – A nome personale e della categoria che rappresento invio ai portuali genovesi la nostra solidarietà”.

“Il comparto Filt Cgil della logistica, che rappresenta i lavoratori dell’autotrasporto, delle cooperative merci e logistica, delle agenzie marittime e delle case di spedizioni, è vicina ai lavoratori portuali ed esprime la propria solidarietà a questa lotta che non è solo dei lavoratori portuali, ma di tutti coloro che gravitano intorno al porto di Genova. A sostegno della protesta sarà presente in manifestazione una delegazione di autisti del trasporto merci”, scrivono Marco Gallo e Leonardo Cafuoti della Filt Cgil.

In merito alla proclamazione dello sciopero, la Sezione Terminal Operators di Confindustria Genova ha diramato una nota: “Sono stati mantenuti tutti i patti e gli impegni, anche di carattere economico e finanziario, sottoscritti nel corso di questi anni con l’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure occidentalee con la Culmv. Quanto ai supposti problemi di relazioni industriali all’interno dei singoli terminal, la sezione ribadisce la piena disponibilità a un costante e costruttivo confronto con tutte le parti coinvolte”.

“Nel corso dell’incontro organizzato questa mattina dall’Autorità di Sistema portuale, la Sezione Terminal Operators ha richiamato più volte le organizzazioni sindacali al senso di responsabilità, in un momento in cui una giornata di lavoro costituisce un privilegio”, conclude la nota.

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