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Urla e bivacchi

Certosa, degrado e spaccio a due passi dalla parrocchia. L’allarme di Don Gianni: “Così non si può andare avanti”

Al pomeriggio e fino a notte via San Brunone è monopolizzata da un assembramento di giovani che bevono, urlano e fanno uso di droghe

Genova. E’ tutto tranquillo e in ordine all’ora di pranzo nella zona di via San Bartolomeo della Certosa nell’omonimo quartiere della Valpolcevera, ma il pomeriggio e soprattutto la sera la situazione è molto diversa. Assembramenti di giovani spesso senza mascherina che bevono, urlano e bivaccano fino a tardi ma soprattutto spaccio in una via di passaggio per gli anziani della parrocchia e i bambini che frequentano le attività del catechismo o che passano da lì al ritorno dalla scuola.

E la sera è anche peggio. Don Gianni Grosso, parroco della comunità, non sa più cosa fare: “Sono ormai parecchi mesi che c’è questa situazione e sono molto preoccupato, soprattutto perché le persone hanno paura a passare”.

La zona prescelta dal gruppo, circa 25-30 persone, ragazzi ma non giovanissimi, è via S. Brunone, una stradina privata di proprietà della chiesa, una zona protetta dagli sguardi indiscreti e “quando arriva la polizia ci sono comunque due strade come vie di fuga, poi tutto torna come prima” racconta il parroco.

Domenica don Gianni ha affrontato la situazione insieme ai suoi parrocchiani: “Ho chiesto un aiuto nel segnalare queste situazioni perché ancora sabato sera ho chiamato il 112 ma non è arrivato nessuno”. Qualcuno però ha anche fotografato la targa di un’auto che “arriva ogni sera presumibilmente a consegnare la droga”.

A confermare la situazione di degrado pomeridiano e serale anche Andrea Brina, presidente della società di mutuo soccorso che si trova a pochi passi dalla parrocchia, in via San Bartolomeo della Certosa,, chiusa come tutti i circoli:

“Noi siamo chiusi da ottobre per la normativa Covid – ricorda Brina – prima eravamo presenti e potevamo dare un’occhiata e presidiare un pochino la zona dove sicuramente vengono consumate grandi quantità di alcolici a giudicare da tutto quello che si trova per strada il giorno dopo e che fra l’altro è area di passaggio per l’asilo e la scuola. Mi pare evidente che quando tiri giù la saracinesca e spegni una luce, il territorio può diventare terra di nessuno”.

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