Ordine del giorno

Canoni demaniali lievitati, Italia Viva: “Circoli e associazioni rischiano di sparire”

Aumento dovuto all'applicazione di una legge nazionale che ha alzato il minimo richiesto da 360 a 2500 euro. Martedì se ne parlerà in consiglio comunale

Genova. Il gruppo consiliare Italia Viva del Comune di Genova nel corso del prossimo consiglio comunale presenta un ordine del giorno fuori sacco per chiedere al sindaco Marco Bucci e alla giunta di tutelare le associazioni, i circoli, le società sportive senza fini di lucro e ad alta valenza sociale, che rischiano di scomparire per il gravoso e insostenibile aumento del canone minimo di concessione demaniale.

L’aumento è dovuto all’applicazione di una legge nazionale, la n. 126/2020, che recependo alcune direttive europee ha alzato il minimo richiesto per legge da 360 a 2.500 euro, somma a cui si deve aggiungere la cauzione dovuta all’Autorità di sistema portuale, salita a 5.000 euro, ovvero il doppio.

Il gruppo chiede in particolare che siano assunte iniziative di sensibilizzazione presso Anci, presso i parlamentari liguri di ogni schieramento e presso il Governo, affinché queste misure siano riviste. “Il maxi aumento sarebbe letale per tutti quei soggetti che fanno della promozione e dell’aggregazione sociale, del volontariato, dell’avviamento allo sport per le nuove generazioni, la loro unica ragion d’essere”, dicono da Italia Viva a Tursi.

“A questi vanno aggiunti gli operatori balneari e tutte le attività con fini di lucro che si sviluppano sulle coste e sono già state fortemente penalizzate dalla pandemia. Inoltre, considerato che ogni concessione demaniale marittima, all’atto della scadenza, verrà messa a bando e assegnata alla migliore offerta economica, è facile prevedere che soggetti economicamente forti, interessati a subentrare nelle concessioni, spazzeranno via in breve tempo i circoli, le associazioni, le società sportive senza fini di lucro che non saranno in grado di reggere la concorrenza. Una tempesta perfetta che, senza un intervento deciso e rapido, rischia di depauperare un patrimonio dal valore sociale e sportivo inestimabile”, concludono da Italia Viva.