Onda lunga

Canale di Suez, il traffico navale è ripreso: in arrivo un’ondata di rincari per i prodotti tecnologici

Ci vorranno almeno una decina di giorni per riorganizzare e recuperare la piena operatività dello scalo genovese

Genova. E’ tornato alla normalità la scorsa notte il traffico navale attraverso il canale di Suez, interrotto a seguito dell’incagliamento della portacontainer Ever Given della compagnia Evergreen, che solo ieri pomeriggio è stata disincagliata dopo quasi una settimana di tentativi. Ora il commercio globale dovrà affrontare una decina di giorni di riassestamento che porterà non pochi disagi alla catena logistica. E non pochi rincari “alle casse” per i consumatori.

Se infatti erano un centinaio le portacontainer rimaste bloccate, era soprattuto il traffico petrolifero ad aver risentito del blocco, con importanti ritardi accumulatisi per tutta la filiera della fornitura tecnologica legata alla raffinazione del greggio.

Dal punto di vista genovese quello che ci aspetta nell’immediato sarà una fase di riorganizzazione degli scali, che vedrà un probabile congestionamento sulle banchine del nostro porto, con l’arrivo in blocco dei carichi attesi in questi giorni. “Speriamo che le priorità di scarico e spedizione siano distribuite secondo le esigenze di tutti, grandi e piccoli circuiti” ha chiesto Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto durante il webinair organizzato ieri dalla Autorità di Sistema portuale di Genova e Savona.

Ma a preoccupare maggiormente sono gli extra costi che si sono aggiunti ai ritardi, costi dovuti in parte alle attese e in parte al costo più alto del “viaggio” delle navi rimaste in rada per giorni o che hanno intrapreso la più lunga rotta africana. Per questo motivo nelle prossime settimane è probabile che assisteremo ad un repentino aumento del costo della benzina ma soprattutto “alle casse” di tutto il settore tecnologico e delle materie prime che hanno già subito rincari significativi, mettendo in grossa difficoltà le filiere produttive di auto, smartphone e siderurgia, per le quali i problemi di approvvigionamento si sono già tramutati i maggiori costi di produzione e di consegna.

A spaventare, inoltre, le ripercussioni, sicuramente momentanee ma non meno impattanti per il mondo del lavoro, soprattutto per quanto riguarda l’autotrasporto: “Con il probabile ingorgo sulle banchine e sui terminal gli autotrasportatori saranno sottoposti a turni e attese massacranti – spiega Giuseppe Tagnocchetti di Trasportounito – un’ulteriore mazzata per un settore che a Genova e in Liguria sta subendo disagi disumani già dal 2018″.

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