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AstraZeneca taglia il 70% di vaccini in Liguria, Toti: “Dobbiamo rivedere tutto il piano”

Alla Liguria 60mila dosi in meno, Toti: "Non è colpa di nessuno, ma dobbiamo riprogrammare"

Genova. “Non è colpa di nessuno, ma dobbiamo rivedere tutto“. Appena superato l’empasse del vaccino AstraZeneca bloccato dall’Aifa e riabilitato dall’Ema, il presidente Giovanni Toti dovrà vedersela con un altro ostacolo: “Purtroppo – ha detto in diretta Facebook – abbiamo appreso da Roma di un taglio alle consegne per il mese di aprile. Siamo costretti a riprogrammare per le varie categorie”.

“In pratica – ha detto Toti – ad aprile riceveremo da AstraZeneca circa 60mila vaccini in meno di quelli previsti, come ci ha comunicato il commissario della Protezione civile, pertanto occorre rifare tutti i conti. Il commissario Figliuolo mi ha comunicato che AstraZeneca è in difficoltà con le consegne e forse potrebbero aumentare i vaccini Pfizer e Moderna, ma al momento non lo sappiamo”. Per la Liguria significherà passare da 89.800 dosi a 26.400, un taglio di circa il 70% che manda all’aria tutta la programmazione.

“Questo non vuol dire che non attiveremo quello che abbiamo già previsto, cioè l’hub alla Fiera, i punti delle farmacie, i medici di medicina generale”, precisa il governatore. Ma tutto il piano che prevedeva di arrivare a 80mila dosi settimanali a pieno regime adesso dovrà subire alcune modifiche in funzione della reale disponibilità delle dosi. E quindi anche le agende dei medici di famiglia potrebbero avere bisogno di una revisione. Nelle prossime ore si farà il punto.

Per la prossima settimana si conta comunque di arrivare a 50mila dosi. “Da lunedì comunque inizieranno le vaccinazioni alle categorie prioritarie con i medici di medicina generale e poi aggiungeremo l’hub della Fiera del mare che verrà attivato da lunedì 29 aprile e i punti presso i farmacisti – conferma Toti – Ma ricevere la metà dei vaccini previsti è un problema. Io non do colpa a nessuno, è evidente che la situazione è molto complicata, ma chiediamo a Draghi di usare tutto il suo peso per stabilizzare le consegne”.

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, Toti ribadisce che “la pressione ospedaliera resta tutto sommato moderata, tenendo conto della situazione grave che ci circonda, con tante regioni rosse. Stabili le terapie intensive a 65 e anche per l’Iss siamo sotto la soglia del 30% di occupazione delle terapie intensive che abbiamo a disposizione per i pazienti Covid. Diminuiscono sensibilmente anche i decessi, a quota 5. Un risultato importante derivante dalla campagna di vaccinazione che ha portato a vaccinare la grandissima maggioranza degli ultra 80enni. Ora stiamo chiamando i pazienti fragili per la presenza di comobirdità e su questi dobbiamo fare tutto il lavoro”.

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