Il caso

Ambientalisti bloccano il taglio di alberi a Brignole, Piciocchi: “Ci fanno solo perdere tempo”

Solo metà delle piante abbattute sarà sostituita, Aster: "Non ci sarebbe spazio per la crescita"

Genova. Un gruppo di cittadini, capeggiati dal volto storico di Legambiente Andrea Agostini, ha manifestato questa mattina nei giardini Caviglia di fronte alla stazione Brignole per impedire le operazioni di taglio di alcuni alberi da parte di Aster. Gli ambientalisti si sono messi di traverso bloccando per un paio d’ore il lavoro di motoseghe e ruspe che erano pronte per le operazioni di rimozione delle piante.

A replicare è il vicesindaco Pietro Piciocchi, assessore ai Lavori pubblici: “È una sceneggiata da parte di persone in cerca di visibilità. Ci hanno fatto solo perdere tempo, noi sprechiamo soldi perché c’è gente così che non ci fa lavorare. Non si può cedere a questi atteggiamenti. Erano alberi gravemente malati. Per esigenze di sicurezza abbiamo dovuto abbatterli”.

La polemica era deflagrata sui social negli scorsi giorni. Aster, a lavori già iniziati, aveva chiarito con un comunicato stampa che quegli alberi, 4 platani e 11 lecci, non potevano essere salvati perché malati a causa di “gravi e irreparabili attacchi fungini” alle radici, al tronco e ai rami principali.

“Nel corso dei controlli sono emerse criticità”, aveva spiegato l’azienda citando poi quanto raccomandato dalla società italiana di arboricoltura: “Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai esaurito. Ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute”.

Per i platani sono previste 2 sostituzioni, per i lecci 6 “dove gli spazi sono idonei”. In pratica così sarebbe stata recuperata solo la metà delle piante, mentre gli ambientalisti avrebbero voluto il reimpianto integrale degli alberi tagliati.

“Purtroppo non si possono piantare alberi sotto altri alberi, non avrebbero abbastanza spazio per crescere – spiega Sergio Costa, responsabile del verde pubblico per Aster -. In piazza Verdi possiamo comunque recuperare altri spazi per mettere nuovi alberi”. “L’analisi di Aster è corretta ed è volta ad assicurare un sano sviluppo delle piante – conferma Piciocchi – ma questo non vuol dire che non si possa valutare altri reimpianti in quella zona a prescindere dagli abbattimenti”.

Ma queste piante non si potevano curare prima? “Questo è un equivoco storico: si possono curare alcune malattie delle foglie, ma la legge vieta l’impiego di prodotti chimici sul verde pubblico. Quando ci sono attacchi fungini a radici e tronchi non c’è modo di curarli. Gli alberi non si possono trattare come animali”, conclude Costa.

In un ulteriore comunicato arrivato nel pomeriggio Aster precisa che “spesso è necessario intervenire con urgenza per eliminare eventuali pericoli. I danni alle alberature sono dovuti a tante e diverse ragioni. E’ evidente che gli alberi vecchi, che hanno subito più danni nel tempo, sono quelli più a rischio, ma alcune specie sono più fragili rispetto ad altre. Inoltre i lavori di scavo al sedime stradale hanno gravissime ripercussioni sugli alberi, anche dopo decine di anni, facendoci dimenticare che la pianta cerca di sopravvivere ma i danni agli apparati radicali non si possono curare”.

“Tuttavia – prosegue la nota – possiamo capire lo sconcerto di alcuni cittadini che non comprendono la necessità degli abbattimenti a fronte di alberi che talvolta non presentano sintomi esterni evidenti: funghi cariogeni o agenti di marciumi radicali non danno effetti sulla capacità vegetativa degli alberi, rendendoli ancora più pericolosi perché particolarmente pesanti ma incapaci di sostenersi: le radici assorbenti funzionano anche in presenza di marciumi, ma quelle portanti possono essere irrimediabilmente danneggiate. A fronte dei necessari abbattimenti, il Comune di Genova ha predisposto con Aster un piano di interventi teso ad evitare di reimpiantare alberi sottomessi ad altre chiome, prestando particolare attenzione però a reimpianti completi di vie o di tratti omogenei di viali”.

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