Commento

Liguria penultima per vaccini somministrati su dosi consegnate, Toti: “Delle classifiche non mi frega niente”

Il governatore ricorda che in termini assoluti la nostra regione ha vaccinato più di altre e auspica un ulteriore accelerata con l'arrivo di Astrazeneca

Genova. “Delle classifiche non mi frega assolutamente niente se devo dire la verità, stiamo rispettando il nostro piano vaccinazioni sulla base del numero dei vaccini arrivati, delle scorte prudenziali che accumuliamo e prevediamo 19mila vaccini alla settimana sulla parte over80”, lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commentando la classifica apparsa sul Corriere della Sera e che vede Liguria penultima in Italia per dosi somministrate rispetto alle consegnate, prima soltanto della Calabria e a pari merito con Sardegna.

“Dalla settimana prossima partiranno anche i vaccini Astrazeneca, ahimé meno di quanti ne vorremmo, attraverso i medici di famiglia – continua Toti – secondo i piani visti questa mattina concluderemo le nostre vaccinazioni nei tempi previsti ovvero entro il mese di maggio, pertanto sulle classifiche, capisco che possano divertire qualcuno, a me non divertono”.

Il governatore ribatte: “Dal punto di vista del numero assoluto di vaccini la Regione Liguria è una di quelle che ne ha fatti di più in assoluto, ovviamente abbiamo una popolazione over80 molto superiore ad altre regioni, che avendo meno ultraottantenni e meno rsa, intervengono già su altre categorie di persone assolutamente in modo legittimo”. “Credo che i risultati sul tasso di mortalità e di ospedalizzazioni nella nostra regione ci stiano dando ragione sul fatto di concentrarci molto su quell’obbiettivo target”, aggiunge.

“Spero che le decisioni sulle riaperture o meno vengano ponderate e valutate nelle istituzioni deputate, ovvero che ci si trovi come conferenza delle Regioni e governo ad affrontare i temi, le nostre proposte le abbiamo messe nero su bianco in un documento consegnato al governo”, aggiunge il presidente della Regione sulle ipotesi di un ulteriore rinvio per le riaperture di piscine e palestre e sulle nuove strette anti contagio.

“Abbiamo dimostrato di saperci assumere anche in queste ore le responsabilità che ci competono con misure che talvolta non vorremmo prendere, come quelle che abbiamo preso nel Ponente per arginare i contagi in arrivo dalla Francia, ma credo anche che si debba dare un segnale molto netto alle categorie e al Paese di voglia di ripartire, e laddove si può, laddove il virus lo consenta, lasciare che le attività tornino a prepararsi anche in vista di una stagione primaverile ed estiva che deve essere di ripresa”, prosegue Toti.

“Quindi mi auguro che venga accettato quel concetto per cui laddove non c’è un reale rischio virus, visto che le varianti sono già mappate e monitorate dal nostro sistema di controllo nazionale, si possa andare verso le riaperture – sottolinea ancora una volta il governatore – laddove invece serve, in molte zone di questo Paese, si possa andare verso ulteriori strette, come abbiamo sempre chiesto: andare avanti su una base di analisi territoriale, possibilmente sempre più accurata e sempre più stretta”.

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