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Sensibilizzazione

Turismo sessuale ai danni di minori, il triste primato degli italiani: in Comune delibera per il contrasto

Approvata dal consiglio all'unanimità. Soddisfatta Cristina Lodi (Pd): "Lavoro condiviso con varie forze, Genova seconda città in Italia a fare questo passo"

Genova. Sembrerebbe un tema di non primaria importanza, oggi nell’era del covid e della crisi ad esso legata, oggi che il turismo è praticamente azzerato dalla pandemia. Eppure non è così: dopo un anno e mezzo di lavoro e dialogo con ong e associazioni di categoria il Comune di Genova è la seconda città italiana – la prima è stata Roma – ad aderire al codice di condotta dell’industria turistica nell’ambito della campagna di sensibilizzazione contro il turismo sessuale a danno di minori.

La seduta di oggi ha approvato all’unanimità la delibera proposta da consiglieri del Pd, della Lista Crivello e di Vince Genova.

Il testo propone un’azione su diversi piani. Il primo punto prevede per l’amministrazione di recepire il codice di condotta per le imprese del turismo impegnandosi a diffonderlo il più possibile tra associazioni di categoria, sindacati del settore, scuole, servizi sociali e volontariato, come strumento di informazione, contrasto e repressione dello sfruttamento sessuale dei minori.

La delibera inoltre dà mandato agli assessori e agli uffici di avviare progetti finalizzati alla sensibilizzazione e al recupero delle vittime nonché alla promozione di un tavolo interistituzionale di verifica sul tema.

“In Italia i reati di prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico, turismo sessuale e tratta di persone sono stati regolati dalla legge nel 1998 – spiega Cristina Lodi, che per prima ha avviato il percorso della delibera – ma quello che mi ha colpito, nel 2018, è che l’Italia è risultata avere il primato di persone che vanno all’estero per fare turismo sessuale con clienti minori”.

Il lavoro sulla delibera è stato portato avanti con Ecpat Italia, ong attiva su questo fronte da oltre 20 anni: “Abbiamo dialogato con loro per poi portare in commissione una bozza aperta al contributo delle altre forze politiche, delle associazioni di categoria e dei sindacati, in un percorso il più condiviso possibile”.