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Trattoria diventa centrale dello spaccio. Arrestato lo ‘chef’: la cocaina servita in cucina

L'uomo è stato colto in flagranza di reato: la polizia è risalita anche al fornitore

Genova. La Polizia continua l’attività di contrasto allo spaccio dopo l’operazione “Crack&Co.19” della scorsa settimana. In queste ore ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di un cittadino albanese, destinatario degli arresti domiciliari ed un italiano, colpito dall’obbligo di dimora nel Comune di Genova, per il reato di detenzione e commercio di sostanze stupefacenti.

L’indagine svolta dalla Squadra Mobile risale all’anno 2019, le investigazioni avevano permesso di accertare che uno dei soci di una trattoria genovese aveva avviato una fiorente attività di spaccio gestita all’interno della cucina dove lavorava anche come cuoco. L’uomo di origini italiane aveva ben organizzato il traffico, infatti aveva predisposto un sistema di videosorveglianza, all’ingresso ed all’interno del locale, che gli consentiva di controllare direttamente dalla sua postazione in cucina l’afflusso dei clienti ed evitare “visite indesiderate”.

Le cessioni di stupefacente accertate avvenivano talvolta con modalità take away, altre volte capitava che, negli orari di chiusura al pubblico, i “clienti” fidati venissero ricevuti per consumare in loco la cocaina. L’attività della Squadra Mobile, dopo l’arresto in flagranza del cuoco trovato in possesso di 60 grammi di cocaina, è proseguita al fine di individuare i canali di rifornimento.

Le investigazioni hanno portato ad identificare il fornitore, un cittadino albanese del 1984, già noto alla Squadra Mobile ed arrestato nel 2018 nell’ambito delle indagini relative all’operazione “GPL” che si è conclusa lo scorso novembre con l’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di 17 persone indagate (tra le quali lui non figurava) e riconducibili ad una rete di spaccio in città che aveva collegamenti con la Francia e la Germania.

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