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Sampdoria, la sconfitta con l’Atalanta non è solo colpa del turnover fotogallery risultati

Un primo tempo in cui la squadra ha tenuto sino al 40', una ripresa in calo fisico e mentale con l'ingresso dei titolari

Genova. Inserire tre giocatori con pochi minuti nelle gambe dal primo minuto per preservare i “pezzi da novanta” in vista del derby non è stato proprio un segnale da “giochiamocela per vincere”. Il problema è che la Sampdoria, quando ha provato a invertire la rotta della gara, già orientata a favore dell’Atalanta, non è stata in grado di cambiare marcia, anzi: l’Atalanta ha segnato lo 0-2. Un atteggiamento preoccupante quello visto nella ripresa dagli uomini di Ranieri.

La formazione iniziale di Claudio Ranieri ha sorpreso parecchio: un turnover con La Gumina titolare dopo che l’attaccante nelle ultime tre partite non era neanche stato convocato e aveva faticato a trovare spazio anche in precedenza: solo un minuto contro l’Inter e poi tutta panchina. Spazio anche per Valerio Verre proprio alle spalle di La Gumina e a Ferrari, che non gioca dal 19 dicembre 2020, a fare il centrale accanto a Yoshida.

L’avversario non è certo facile, anche se in campo con qualcuno che ha giocato meno, come l’ex Muriel.

Ranieri aveva detto “Venderemo cara la pelle, bisogna giocare una partita gagliarda” e bisogna dire che la Sampdoria ha anche sfiorato il gol in tre occasioni nel primo tempo (Jankto al 9′, Damsgaard all’11’ e La Gumina 20′), ma proprio La Gumina ha sofferto di solitudine, perdendo spesso il duello con Romero e, quando non ci arrivava l’ex rossoblù, era Palomino a sovrastarlo.

Il numero 20 non riusciva a tener su la squadra quando veniva lanciato, perdendo i duelli in velocità e Verre, bisogna dirlo, non è stato brillante nella gestione delle poche palle a disposizione, spesso anche richiamato da Ranieri per un posizionamento non corretto in fase di non possesso.

Non è un caso che i pericoli maggiori la Sampdoria li abbia creati con gli esterni, Damsgaard e Jankto, oggi utilizzato a destra. Tuttavia le conclusioni dei due, soprattutto nel secondo tempo, hanno lasciato parecchio a desiderare, vanificando un paio di ripartenze.

E così succede che l’Atalanta al 40′ è passata in vantaggio con Malinovskyi, entrato centralmente sul servizio di Muriel, sfruttando un paio di errori in sequenza di Thorsby e Yoshida e nella ripresa Ranieri è stato costretto a correggere il tiro, inserendo due punte, Quagliarella e Keita (61′), e maggiore qualità con Ramirez e Candreva (67′). Il paradosso è che proprio quando la Sampdoria avrebbe dovuto spingere su iniziativa dei “titolari”, si è sciolta come neve al sole, prima a livello fisico, poi mentale, giocando una ripresa davvero al rallentatore, soccombendo all’inserimento di Gosens che in volo in scivolata segna lo 0-2 capitalizzando un cross di Mehle e beffando un Bereszynski immobile.

Nessuna reazione, per salvare il salvabile, anzi, Audero ha compiuto un miracolo per evitare lo 0-3. Questo preoccupa. Ora c’è il derby e si vedrà se Ranieri avrà avuto ragione a fare le scelte iniziali di oggi.

Sampdoria-Atalanta 0-2

Reti: 41′ Malinovskyi; 71′ Gosens

Sampdoria: Audero, Bereszynski, Yoshida, Ferrari, Augello, Jankto (67′ Ramirez), Thorsby, Ekdal, Damsgaard (67′ Candreva), Verre (61′ Balde), La Gumina (61′ Quagliarella).

A disposizione: Ravaglia, Letica, Colley, Askildsen, Regini, Tonelli, Gabbiadini, Leris.

Allenatore: Ranieri

Atalanta: Sportiello, Toloi, Romero, Palomino, Mahele, Freuler, Pasalic (59′ Pessina), De Roon, Gosens, Malinovskyi (83′ Mirancuk), Muriel (59′ Ilicic).

A disposizione: Rossi, Gollini, Caldara, Kovalenko, Pessina, Ruggeri, Ghislandi.

Allenatore: Gritti

Arbitro: Marinelli di Tivoli

Ammoniti: Ekdal (S); Freuler, Toloi, De Roon (A)

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