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Commento

Riforma dei municipi, per il Partito Democratico è “un passo indietro di 50 anni”

"Una riforma che non è solo un errore, è un'illusione. Pensa di fare tacere chi dà voce ai territori, umiliando i Municipi"

Genova. “La riforma approvata dal Consiglio Comunale rappresenta la prima marcia indietro rispetto alla storia di progressivo decentramento, iniziata nella nostra città con i Consigli di quartiere nel 1969.
Da allora e fino ad oggi il Comune di Genova ha sempre proseguito nella devoluzione di competenze e funzioni ai Municipi, nella consapevolezza che la macchina amministrativa funziona meglio nell’equilibrio tra la necessaria visione generale e la rappresentanza dei territori”.

Con queste dure parole il Partito Democratico commenta l’approvazione della riforma voluta da Tursi, riguardo il rapporto, soprattutto economico, tra Comune di Genova e i suoi nove municipi:” Con la procedura d’urgenza, per fare prima del Consiglio di Stato che si pronuncerà nei prossimi mesi sull’accentramento dei servizi sociali, e contro il parere di sei Municipi su nove, questa riforma ha l’unico scopo di limitare le competenze dei Municipi e delegittimarne l’autorevolezza che si sono conquistati sul campo in questi anni”.

“La riforma sottomette l’intera struttura municipale a un direttore che risponde al Sindaco, elimina le competenze sui servizi scolastici, le limita sui servizi sociali e sulla viabilità locale. Abolisce il budget autonomo per le manutenzioni, e perfino limita la facoltà di proposta dei Municipi – conclude il comunicato stampa – Una riforma che non è solo un errore, è un’illusione. Pensa di fare tacere chi dà voce ai territori, umiliando i Municipi.
Abbiamo votato contro e continueremo a dare battaglia dentro e fuori l’aula, a fianco delle tante donne e dei tanti uomini che credono nel valore del decentramento e della politica vicina ai cittadini”.

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