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Recovery fund, Cgil Liguria: “Fare l’elenco della spesa non basta”

"Anche continuare a citare il modello Genova ha il valore di una boutade" dice la segretaria generale ligure del sindacato Fulvia Veirana

Genova. Oggi, in una nota, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti torna sul Recovery Fund e sulla necessità di nuove regole per investire. “Sul fatto che alla Liguria servano infrastrutture siamo tutti d’accordo – scrive Fulvia Veirana, segretaria generale della Cgil Liguria – ma il Recovery Plan non è il piano europeo delle Infrastrutture”.

“E’ un investimento straordinario che chiede al nostro Paese di fare un salto e gettare le basi per progettare lo sviluppo del futuro. Per poter ottenere i soldi bisogna presentare progetti che prevedano l’incremento della digitalizzazione anche nella produzione e la transizione verso produzioni ambientalmente compatibili. L’obiettivo è quello, per noi fondamentale, di creare lavoro di qualità, stabile, proteggere il reddito delle persone favorendone l’inclusione sociale ed il benessere”, prosegue la sindacalista.

“Fare “l’elenco della spesa” sulle infrastrutture necessarie alla nostra Regione è utile alla memoria, ma rischia di portarci solo a sprecare una grande occasione. Anche citare continuamente il “Modello Genova” è una boutade”, continua Veirana.

“La ricostruzione del ponte ex Morandi è stato un unicum legato ad una tragedia immane e per la quale erano a disposizione una quantità di risorse quasi illimitata. Andranno individuate procedure semplificate per velocizzare la “messa a terra” degli investimenti, ma le parole d’ordine sono legate alla tutela di lavoratrici e lavoratori, alla partecipazione del sindacato al dibattito, e allo sviluppo socialmente sostenibile dell’economia della nostra Regione, che in buona parte passa dalla movimentazione di merci e persone da e per i suoi tre porti. La ripresa economica non può prescindere dal rispetto delle leggi, a maggior ragione dove finalmente saranno impiegate ingenti risorse comunitarie sottoposte a un regime di ferreo controllo sul rispetto delle condizionalità”, prosegue.

“Si apra subito una discussione con i soggetti che si occupano di lavoro, sviluppo, impresa e ricerca intorno ad una tavolo. Ci sono enormi potenzialità da sfruttare nella nostra regione, non si butti via questa opportunità”, conclude la segretaria generale di Cgil Liguria.