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Manifestazione

“Protesta a oltranza, fateci lavorare”, i ristoratori tornano in piazza anche a Genova

Alle 15 consegna simbolica delle chiavi alla prefettura, alla protesta anche chi ieri ha rispettato le regole e ha chiuso

Genova. Dopo la clamorosa protesta di San Valentino – a Genova e in Liguria alcune decine di ristoranti hanno scelto di tenere aperto sfidando ordinanze e sanzioni – oggi i gestori dei locali tornano in piazza con una nuova protesta. Alle 15 l’appuntamento è in largo Lanfranco per la simbolica consegna delle chiavi alla prefettura.

Probabile che rispetto agli ultimi lunedì siano molto più numerosi i ristoratori che sceglieranno di scendere in piazza: intanto perché essendo in zona arancione non dovranno essere in cucina o dietro a un bancone ma soprattutto dopo quanto accaduto nel fine settimana, con la beffa della chiusura obbligata a San Valentino comunicata con poche ore di anticipo. Possibile che in piazza ci siano anche fornitori e lavoratori dell’indotti.

Ieri, a fronte di una ventina di esercizi rimasti aperti a Genova e dintorni, si contano sulle dita di una mano le sanzioni già scattate (di più le segnalazioni, che però potrebbero trasformarsi in multe).

“La ristorazione in ginocchio: servono risposte ed aiuti concreti – scrivono i Ristoratori Riuniti nel volantino che annuncia la manifestazione – da subito abbiamo visto disattese le rassicurazioni del governo nazionale e Locale, di adeguati sostegni economici, sensate regole di contenimento del contagio, giustificata programmazione delle chiusure, lasciandoci così di fatto in totale abbandono ad affrontare le oggettive difficoltà di gestione delle nostre attività”.

Il settore chiede di poter lavorare e, se questo non è possibile, di avere ristori adeguati, coperture previdenziali, un calcolo delle imposte che tenga conto delle chiusure e comunicazioni puntuali e anticipate sulle misure di contenimento del contagio.

“Denunciamo inoltre i ritardi nei pagamenti della cassa integrazione per i dipendenti e l’assenza di sussidi famigliari ove l’attività di ristorazione rappresenti l’unica risorsa di sostentamento – proseguono – l’insensata chiusura serale delle attività di ristorazione quando è concessa l’apertura a pranzo”.

La chiusura a San Valentino è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: “Non per ultimo anzi primo per gravità, la comunicazione di chiusura giunta a poche ore dalla giornata di San Valentino, così danneggiando fortemente il settore che oltre a vedere sfumare gli incassi attesi ha perso quantità di scorte di materie prime acquistate per l’aspettato evento – concludono i ristoratori -anche per questo chiediamo di essere rimborsati immediatamente per tale danno, non possiamo pagare noi per la leggerezza di come si è considerato il nostro settore”.

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