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Polemica

Piano vaccinale, Tosi (M5s) all’attacco: “Perchè medici e infermieri dopo impiegati e uffici legali?”

"Ridicolo che in Aula il presidente liquidi la nostra interrogazione dichiarandola imbarazzante e addirittura ripetitiva. Imbarazzati, semmai, lo siamo noi"

Genova. “Regione Liguria si decida una buona volta: nella precedente legislatura, sembrava che la panacea di tutti i mali fosse l’autonomia regionale. Chiamata a mettere in pratica quanto predicato, la maggioranza ha ancora una volta dimostrato incoerenza, andando a sbattere contro le proprie contraddizioni. Il banco di prova? La prima fase di somministrazione dei vaccini anti Covid-19: come riportato dalla stampa locale lo scorso 25 gennaio, infatti, in Liguria sono stati vaccinati anche gli impiegati amministrativi, degli uffici legali e di altri servizi non strettamente sanitari mentre sono rimasti esclusi invece quasi 20.000 medici e infermieri privati, dentisti, psicologi, psichiatri, farmacisti e fisioterapisti. Perché? La risposta dell’assessore competente: “Non dipende da noi, ma dal piano predisposto dal Ministero della Salute”. E invece no, caro Governatore: volendo, Regione avrebbe potuto intraprendere determinate scelte come è stato fatto in altre regioni. Penso ad esempio alla Puglia”.

Lo dichiara il capogruppo regionale Fabio Tosi, che poi aggiunge: “Ridicolo che in Aula il presidente liquidi la nostra interrogazione dichiarandola imbarazzante e addirittura ripetitiva. Imbarazzati, semmai, lo siamo noi di fronte alla continua melina di una Giunta che si arrampica sugli specchi per giustificare un operato che non possiamo che definire confuso. Perché di questo si tratta: vaccinare ad esempio degli impiegati amministrativi prima dei medici o degli infermieri, a qualunque categoria essi appartengano, dimostra incapacità. La priorità andava data a chi presta cura e non a chi lavora dietro una scrivania o a casa in smart working”.

“E non va bene scaricare le responsabilità sul piano nazionale: non solo Regione poteva intraprendere scelte mirate e vaccinare prima chi è più esposto, ma ha anche ignorato quanto riportato nel Piano strategico. Il capitolo 2 infatti identifica gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, come coloro che sono da vaccinare in via prioritaria nelle fasi iniziali”, conclude Tosi.