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Il commento

Pestaggio del giornalista Origone, il Siap: “Smentita tesi che lesioni fossero volontarie”

Genova. “Il fatto che le lesioni imputate ai colleghi in primo grado siano state giudicate “colpose” smentisce in modo clamoroso una lunga serie di dichiarazioni che volevano far apparire l’operato dei colleghi come un’azione volontaria o premeditata e si lanciavano in ingiustificabili rimandi a situazioni del passato, assolutamente non raffrontabili con l’episodio in questione”.

E’ una delle considerazioni del sindacato di polizia Siap a 24ore dalla sentenza di primo grado che ha condannato a 40 giorni di reclusione i 4 agenti del reparto mobile di Genova che picchiarono il giornalista di Repubblica Stefano Origone.

“Ci chiediamo se oggi commenteremmo allo stesso modo quei fatti se quel giornalista fosse stato riconoscibile tramite una pettorina o un sistema che evidenziasse per esempio l’appartenenza alla stampa o se non si fosse trovato là dove si concentravano i violenti” dice il segretario Roberto Traverso che poi si spinge oltre: “A prescindere dal fatto che la persona offesa all’interno della folla fosse un giornalista o un manifestante, la legge prevede e tutela l’uso della forza da parte degli appartenenti alle forze dell’ordine a fronte di un’aggressione. In questo contesto possono, anche, cagionarsi eventi lesivi. Non a caso in questo genere di servizi, purtroppo, molti colleghi devono ricorrere sempre a cure e medicazioni”.

“Il tema su cui riflettere, dunque – conclude Traverso – è come garantire tutela anche agli operatori di che, vittime di aggressione usino la forza, affinché non passi il messaggio lesione subita = reato colposo dell’operatore di polizia e conseguente richieste di danni”.

E conclude: “Non può passare il messaggio a nostro parere pericoloso che di fronte alla violenza dolosa di manifestanti che non rispettano la legge, le forze dell’ordine non possano reagire come legittimamente previsto dalla normativa vigente: sarebbe un grave errore che andrebbe a legittimare chi delinque destabilizzando le piazze”.