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Pd, la lettera a sostegno di Cristina Lodi raggiunge le 500 firme

Genova. Sono salite a 500 le firme e le manifestazioni di sostegno di donne e uomini provenienti sia dal Partito democratico sia dalla società civile e dalle realtà locali, nazionali ed europee per Cristina Lodi, la ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, destituita dai quattro compagni di gruppo dopo la bufera legata all’astensione sull’ordine del giorno del centrodestra per l’istituzione di un’anagrafe “antifascista ma anche anticomunista”.

Questo il testo della lettera che accompagna la raccolta firme:

“Noi abbiamo voluto questa lettera: siamo donne di diversa provenienza, culturale e politica, accumunate da una buona conoscenza e stima della vostra capogruppo e dallo sconcerto con cui abbiamo letto oggi sulla stampa la richiesta di dimissioni da capogruppo di Cristina Lodi ad opera dei suoi colleghi, fatto non secondario, tutti dell’altro sesso.

Vogliamo ricordare le battaglie che lei e tutto il gruppo, insieme, hanno fatto in un Consiglio Comunale dove il Sindaco non voleva usare la parola antifascista e ha trovato normale, nella stessa settimana, celebrare l’anniversario del Partito Comunista e anche far votare un atto che considera reato mostrare il simbolo del PCI e ricordarne i meriti.

E’ evidente che il Pd e il centrosinistra hanno fatto un pasticcio sull’ordine del giorno che paragona fascismo e comunismo. Tutti i consiglieri del Centro Sinistra, con ruoli e responsabilità diverse, hanno chiesto sinceramente scusa per non avere ben compreso, alla lettura dell’o.d.g., quello che stava accadendo. E ora si chiede alla capogruppo, unica donna eletta, di dimettersi avendo anche lei ammesso l’errore?

Invece di contrattaccare la maggioranza sul tema dell’antifascismo, ci si perde nella ricerca di chi ha sbagliato di più, ci si mostra divisi e si punta il dito su chi del l’antifascismo ha sempre fatto un’azione concreta, capace di incarnarne i valori. Non si aspetta il confronto interno ma ci si rivolge ai mass media?

Siamo convinte che solo attraverso un’azione concreta e unitaria, non solo consiliare, e con una responsabilità condivisa contro il centro destra sarà possibile ristabilire un rapporto sereno tra il gruppo e l’elettorato e i cittadini. È in queste occasioni che ci si salva insieme, non cercando capi espiatori che consentono ad alcuni di salvarsi di più”.

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