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Protesta

Oggi pomeriggio manifestazione in via Colombo: “Basta chiamarlo amore, basta femminicidi”

Il presidio organizzato da "Non una di meno", pochi giorni fa il presidio a pochi metri dal luogo dove è stata uccisa Clara Ceccarelli

Genova. “Basta chiamarlo raptus, basta chiamarlo delitto passionale, basta chiamarlo amore. Siamo stanche e arrabbiate ma non ci fermeremo mai”.

Dopo la morte di Clara Ceccarelli, uccisa dall’ex compagno Renato Scapusi che non si rassegnava alla fine della loro relazione, le attiviste di Non una di meno tornano a manifestare e lo fanno proprio sul luogo dell’assassinio, in via Colombo. L’appuntamento è per oggi alle 16.

“Eravamo lì la settimana scorsa, ad urlare la nostra rabbia contro il fiume di femminicidi che ormai non fanno neanche più notizia sui media nazionali. Saremo lì nuovamente oggi, perché negli ultimi due giorni, tre donne sono state uccise per mano di un uomo. L’ultima, Clara Ceccarelli, qualche ora fa, nella nostra città, proprio vicino a dove sabato abbiamo gridato per far sentire la loro voce, la nostra voce”, si legge sulla loro pagina Facebook.

“Clara è stata uccisa dal suo ex compagno. Siamo sconvolte per quello che è successo a pochi passi da noi – afferma Manuela Caccioni, responsabile del Centro Antiviolenza Mascherona che ha sede proprio lì vicino, in piazza Colombo – ma non siamo stupite. Sono già 13 le donne uccise nel nostro Paese da inizio anno. L’uccisione di Clara è un’ulteriore triste conferma di un fenomeno purtroppo sempre attuale e diffuso e che ci obbliga ancora una volta ad una riflessione e ad una assunzione collettiva di responsabilità”.

“Gli ultimi dati Istat mostrano che, se da un lato il numero totale degli omicidi è diminuito, dall’altro sono cresciuti o rimangono costanti i casi delle donne uccise in ambito familiare da mariti, fidanzati o ex conviventi. Da uomini che non accettano il volere delle donne. La violenza maschile sulle donne è un fenomeno trasversale le cui cause sono da ricondurre ad uno storico squilibrio di potere tra uomini e donne e ad una concezione della relazione tra i generi che nega alla donna il diritto all’autodeterminazione. Il femminicidio non è causato da raptus di follia o momentanee perdite di controllo ma è preceduto spesso da un periodo più o meno lungo di violenze e maltrattamenti”.

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