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Nuovo Galliera, c’è chi dice no: davanti a San Giorgio la protesta dei comitati

"Meno letti, meno personale sanitario, nessun albero in piena terra ma tanti inutili appartamenti - dicono dalla rete - E' la Valpolcevera ad avere bisogno di un ospedale"

Genova. Dentro a palazzo San Giorgio su il sipario sul progetto del Nuovo Galliera e su chi, come e con quali tempi lo costruirà. Sotto al palazzo la protesta dei comitati che osteggiano quel progetto, annunciato e discusso da anni: “Sarà un ospedale con meno letti, meno personale sanitario, nessun albero in piena terra ma tanti nuovi e inutili appartamenti”.

Così attaccano gli esponenti di alcuni comitati e associazioni, il comitato S.O.S. Valpolcevera chiama, il circolo Nuova Ecologia di Legambiente, ISDE Medici per l’Ambiente Genova, Italia Nostra Genova e il Movimento Indipendente dei Cittadini per Carignano.

“Il covid – dicono – ha dimostrato che i tagli ai letti e al personale sanitario degli ultimi decenni sono stati un errore. Non si comprende come in piena pandemia, che a causa delle nuove ondate e nuove varianti, non fa prevedere un rapido epilogo, si possa avviare un progetto devastante dal punto di vista ambientale, sanitario e finanziario, che indebiterà per decenni le prossime generazioni di genovesi”.

I comitati hanno quindi rivolto dice domande all’arcivescovo Marco Tasca, che da statuto presiede il consiglio di amministrazione. “Ci auguriamo che il nuovo arcivescovo riveda l’agenda dei suoi predecessori, orientata alle grandi opere, e cambi rotta dando più attenzione ai bisogni dell’ambiente e degli ultimi, a cominciare dal diritto alla salute, pubblica e gratuita per tutti”.

Rossana Aluigi, rappresentante del Comitato S.O.S. Valpolcevera chiama, ricorda che negli ultimi anni sono stati chiusi o molto ridimensionati gli ospedali di Busalla, Pontedecimo, Bolzaneto e Rivarolo: i 110 mila abitanti della Val Polcevera sono stati così privati di un Ospedale di base con Pronto Soccorso; inoltre carenza di medicina distrettuale adeguata ai bisogni sanitari della popolazione. Richiama quindi il Comune e la Regione alle proprie responsabilità in ambito sanitario.

Paola Panzera, portavoce del Movimento Indipendente dei Cittadini per Carignano, ribadisce l’inutilità dei nuovi complessi residenziali previsti.

L’epidemiologo Valerio Gennaro, Valerio Gennaro, rappresentante di ISDE Medici per l’Ambiente Genova, ricorda che gli eccessi di malattia si verificano proprio nelle aree periferiche dove serve aumentata l’offerta di salute e prevenzione: “il nuovo Galliera servirà in Val Polcevera, non in Carignano, lo dicono i dati epidemiologici”.

L’ambiente e il verde naturale (inclusa la preziosa Canfora del Galliera) vanno difesi ed ampliati anche come forma di prevenzione e terapia. Specialmente a Genova soffocata da smog, cemento ed asfalto. Andrea Agostini, esponente del Circolo Nuova Ecologia di Legambiente, segnala il grave rischio idrogeologico derivante dagli enormi scavi nella fragile collina di Carignano e dalla successiva totale impermeabilizzazione del suolo.

Vincenzo Lagomarsino, presidente di Italia Nostra Genova, evidenzia la prevista distruzione dell’unità della cittadella della Salute donata ai genovesi dalla Duchessa di Galliera: un unicum a livello europeo per qualità della progettazione sanitaria, architettonica e paesaggistica per cui è pendente una sentenza del Consiglio di Stato.

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