La storia

Nel 1986 salvò un bambino dalle onde, il Comune propone un ex bagnino per la medaglia al valore

Giorgio Barile, oggi dipendente di Tursi, era stato riconosciuto “vittima del dovere” molti anni dopo il salvataggio sulla spiaggia di Vesima

Genova. Il Comune di Genova proporrà al ministero dell’Interno la ricompensa al valor civile per Giorgio Barile, 58 anni. Oggi dipendente comunale nel settore informatico, nell’agosto del 1986 faceva il bagnino ai bagni Janua, di proprietà della civica amministrazione.

In quell’occasione fu protagonista di un rocambolesco salvataggio in cui mise al sicuro un bambino che stava per essere inghiottito dalle onde ma in cui si ferì a una mano compromettendone l’utilizzo in modo irreversibile.

Quel giorno il mare era molto mosso. Giorgio vede in difficoltà un bambino, in mare. Il piccolo ha appena sei anni. Lo va a recuperare e lo riporta a riva, sano e salvo, ma per riparare il piccolo fa uso del suo corpo come scudo contro alcuni scogli.

E’ così che si provoca la frattura con renderà per sempre parzialmente invalido. Non solo, quella ferita gli ha provocato un dolore cronico con cui l’uomo deve convivere tuttoggi.

La storia di Giorgio Barile fece molto discutere perché soltanto nel 2012, riconosciuta l’invalidità permanente, venne inserito quale “vittima del dovere”, nella graduatoria unica nazionale deceduti e feriti del ministero dell’Interno.

La ricompensa al valore civile consiste in una medaglia d’oro o d’argento o di bronzo, nonché in un “Attestato di pubblica benemerenza”.

La proposta della onorificenza è stata avanzata dalla senatrice leghista Stefania Pucciarelli, ritratta in alcune foto insieme a Barile sui social network. La giunta Bucci ha accordato in una delibera recente a proporre il nome di Barile al Viminale per il riconoscimento.

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