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Mostra Michelangelo a Palazzo Ducale proroga l’orario di apertura al venerdì sino alle 21

Anche "Edipo. Io contagio" prevede un'apertura prolungata il lunedì fino alle 21

Genova. Da questo venerdì e per tutti i venerdì fino al 5 marzo,  la mostra Michelangelo divino Artista a Palazzo Ducale sarà aperta fino alle ore 21 con un ultimo ingresso alle 20.

Anche “Edipo. Io contagio” prevede un’apertura prolungata il lunedì fino alle 21.

La mostra Michelangelo divino artista quindi è aperta lunedì dalle 15 alle 19. Martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 19, il venerdì fino al 5 marzo apertura protratta  alle ore 21. La biglietteria chiude un’ora prima. Biglietti: 12 euro intero, 10 euro ridotto, 4 euro scuole, bambini e ragazzi fino a 14 anni; gratuito per bambini fino a 6 anni. Biglietti online su vivaticket.it

Edipo. Io contagio. Aperta lunedì dalle 16 alle 21 (ultimo ingresso ore 20.15). Da martedì a venerdì dalle 12.30 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30). Ingresso libero, per prenotare www.teatronazionalegenova.it.

La mostra Edipo. Io contagio è un percorso fatto di parole, imponenti elementi scenografici, frammenti di tragedia, performer dentro teche di cristallo. Nato da un’idea di Davide Livermore accolta con entusiasmo da Luca Bizzarri, presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Genova che ha offerto i propri spazi per la realizzazione, il progetto Edipo: io contagio riflette sulla pandemia partendo da una delle più famose tragedie greche, l’Edipo Re di Sofocle, in cui il protagonista si interroga sulla terribile pestilenza che ha colpito la città da lui governata, Tebe, e su come provare ad arrestare il contagio. La tragedia di Sofocle offre uno specchio implacabile al periodo storico che stiamo vivendo, ma la mostra performativa voluta da Davide Livermore – allestita a novembre nel Sottoporticato di Palazzo Ducale e poi “congelata”, fruibile durante questi mesi attraverso una serie di video – risponde soprattutto all’urgenza di riaffermare l’importanza della cultura teatrale in tempo di crisi e all’esigenza di proteggere e tutelare l’occupazione di artisti e maestranze.

Curata dallo stesso Davide Livermore insieme a Margherita Rubino e Andrea Porcheddu, la mostra si articola in sei stanze. Avvolti dalle musiche inquietanti di Andrea Chenna, i visitatori si imbattono in maestosi cavalli, tappeti di sangue, una jeep esplosa, bestie macellate, mentre i performer, ciascuno chiuso in un box trasparente, recitano brevi estratti dal primo atto dell’opera di Sofocle, evocando una comunità che si interroga sulle responsabilità dell’uomo nel disastro, in un crudele gioco del destino in cui si è ora vittime, ora colpevoli.

Gli spettacolari elementi scenografici in mostra sono stati messi a disposizione dal Teatro alla Scala e provengono da quattro diversi allestimenti: Elektra del 1994, regia di Luca Ronconi e scene di Gae Aulenti; Tamerlano con la regia di Davide Livermore e le scene dello stesso Livermore e di Giò Forma (2017); Giovanna d’Arco con la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier e le scene di Christian Fenouillat (2016); Giulio Cesare in Egitto con la regia di Robert Carsen e le scene di Gideon Davy (2019).

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