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M5s propone un documento di sostegno a Liliana Segre ma Fratelli d’Italia vuole inserire Giorgia Meloni

Scontro in capigruppo in consiglio comunale, la maggioranza ha respinto l'ordine del giorno che i pentastellati non hanno voluto modificare

Genova. “Fratelli d’Italia ha respinto un nostro ordine del giorno per impegnare il sindaco e la Giunta a esprimere piena solidarietà alla senatrice Liliana Segre e a tutti coloro che sono stati oggetto di analoghi attacchi di matrice negazionista e antisemita; ad aderire alla “Rete dei comuni per la memoria, contro l’odio e il razzismo”; e ad affiggere, per la durata di sessanta giorni, all’interno di Tursi uno striscione con scritto: “Liliana la tua scorta siamo noi. La Città di Genova”.

“Perché? Per la solita strumentalizzazione: il consigliere Campanella, infatti, ha preteso che si allargasse l’impegnativa per esprimere solidarietà anche alla Meloni. Proposta irricevibile non perché quanto detto della leader di Fratelli d’Italia non sia stato grave, ma semplicemente perché sono fatti di natura diversa e anche un bambino lo capirebbe”. Lo dichiara il capogruppo comunale Luca Pirondini commentando l’accaduto in conferenza capigruppo.

“Irricevibile il sermone di Campanella soprattutto quando ha avuto il coraggio di dire: “tutte le donne sono uguali”. Irricevibile non perché non lo siano, ma perché il consigliere di Fratelli d’Italia dimentica gli insulti partiti innumerevoli volte proprio dai loro banchi nei confronti delle donne in quest’Aula. Giova ricordare che fu proprio il consigliere di Fratelli d’Italia a rivolgersi a me urlando “smetti di starnazzare” e che anche il sindaco Bucci mi disse “stai zitta e vota”. Purtroppo, è questa stessa destra a trattare le donne come ben sappiamo, salvo impettirsi come galli in un pollaio quando gli insulti sono rivolti alle esponenti della loro compagine politica”, ricorda la consigliera comunale Maria Tini.

“L’aver respinto il nostro ordine del giorno è una vergogna, una macchia indelebile per la nostra città e la destra genovese si dimostra ancora una volta ipocrita e poco avvezza a studiare la storia. Mentre da un lato avremmo accolto con favore di inserire in calendario un atto per condannare quanto occorso alla Meloni, dall’altro pretendere di inserirlo in questo Odg sarebbe stato uno sfregio alla storia e un insulto alla memoria delle vittime della tragedia nazifascista. Genova, per colpa di Campanella & C., perde ancora una volta un’occasione. Peccato, anche perché alla senatrice Segre avevamo mandato una mail, comunicandole l’iniziativa del M5S: ora dovremo informarla che, a causa di una certa destra, quell’atto non s’ha da votare”, fa sapere il consigliere Stefano Giordano, primo firmatario dell’Odg.

Riceviamo e pubblichiamo la replica di Alberto Campanella: “Come sono solito fare anche questa volta avrei preferito non rispondere alle fantasiose mistificazioni del capogruppo del M5S ma, mio malgrado, a questo giro hanno assunto sfumature calunniose.
In merito all’OdG fuori sacco del M5S è stato chiesto di ampliare l’argomentazione al fine di realizzare un forte ed unico documento di condanna verso tutte quelle violenze, anche verbali, perpetrate in danno di quelle donne che rappresentano un qualcosa, qualunque essa sia, incluse cultura, religione, genealogia, società, ideologia o pensiero politico.

Al Capogruppo ho spiegato che non bisogna fare distinguo su tali tematiche ma andrebbero condannate tutte quelle forme di attacco verso quelle donne forti o meno forti che le rappresentano.
E oggi il M5S ha voluto strumentalizzare tutto ciò al mero scopo politico.
Peccato perché in tale strumentalizzazione sono stati pure inseriti insulti all’avversario politico additato come persona che comprende meno di un bambino.
E Personalmente credo che i bambini alle volte siano più coscienziosi di certi adulti”.