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Nomina

Lo spezzino Andrea Orlando è il ministro del Lavoro del governo Draghi

A 52 anni, terza esperienza da ministro per il vicesegretario del Partito Democratico

Genova. Anche un ligure nella squadra di governo del premier Mario Draghi: lo spezzino Andrea Orlando rivestirà il ruolo di ministro del Lavoro e delle politiche sociali. Domani alle 12 il giuramento ufficiale. 52 anni, il vicesegretario del Pd ha già rivestito la cariche di ministro: dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare nel governo Letta e alla Giustizia nei governi Renzi e Gentiloni.

Orlando, da sempre attivo del centrosinistra – nella Fgic, poi nei giovani dei Ds, poi nell’Ulivo, nel Pd – è ato alla Spezia da una famiglia di origine campana. Ha studiato Giurisprudenza all’università di Pisa ma non si è mai laureato. E’ tifoso della Fiorentina.

Il cambio di passo della figura di Andrea Orlando nella politica risale all’inizio degli “anni 10” con l’avvento di coloro che vennero definiti “i giovani turchi” – una serie di giovani dirigenti e parlamentari del Pd che chiedevano maggiore spazio all’interno del partito. Nel 2017 ha partecipato alle primarie dei Dem candidandosi a ruolo da segretario”.

Qualche settimana fa (il 12 gennaio), intervistato da Lilli Gruber sulla 7, sulla possibilità di aderire a un governo a cui avrebbe partecipato anche la Lega, Orlando aveva detto: “Neppure se il premier fosse Superman”. Ma l’esponente Dem non è il solo ad avere ammorbidito la propria posizione.

La Uil Liguria augura buon lavoro a Orlando “che avrà l’arduo compito di condurre fuori dalla crisi migliaia di lavoratrici e lavoratori e di cittadini anche in Liguria – scrive il segretario regionale Mario Ghini – a breve scadranno le misure di protezione sociale che fino ad oggi hanno evitato il peggio a milioni di lavoratori. Ci aspettiamo che la nomina di Orlando possa essere di buon auspicio sia per la ripresa di un territorio piegato dal Covid che per poter finalmente riformare gli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro”.

Ecco l’elenco dei ministri:
Ministri con portafoglio
Luigi Di Maio, Esteri
Luciana Lamorgese, Interno
Marta Cartabia, Giustizia
Lorenzo Guerini, Difesa
Daniele Franco, Economia
Giancarlo Giorgetti, Sviluppo economico
Stefano Patuanelli, Politiche agricole
Roberto Cingolani, Ambiente/Transizione ecologica
Roberto Giovannini, Infrastrutture e Trasporti
Andrea Orlando, Lavoro e Politiche sociali
Patrizio Bianchi, Istruzione
Maria Cristina Messa, Università e ricerca
Dario Franceschini, Cultura (scorporata dal Turismo)
Roberto Speranza, Salute

Ministri senza portafoglio
Fedrico D’incà, Rapporti con il Parlamento
Vittorio Colao, Innovazione tecnologica e Transizione digitale
Renato Brunetta, Pubblica amministrazione
Maria Stella Gelmini, Affari generali e autonomie
Mara Carfagna, Sud e Coesione territoriale
Fabiana Dadone, Politiche giovanili
Elena Bonetti, Pari opportunità e Famiglia
Erica Stefani, Disabilità
Massimo Garavaglia, Coordinamento iniziative per il turismo (preposto alla creazione del nuovo ministero del Turismo, con portafoglio)
Il presidente Draghi proporrà Roberto Garofalo come sottosegretario alla presidenza

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