Crisi

La lavanderia industriale San Giorgio può riaprire, in bilico il futuro di 60 dipendenti

Fallita per l'emergenza Covid, il consigliere Muzio: "Spiragli di speranza"

Genova. La lavanderia industriale San Giorgio di San Colombano Certenoli, fallita a causa dell’emergenza Covid, potrà proseguire la propria attività. È quanto che emerge dopo l’incontro a margine del consiglio regionale con i capigruppo, la sindaca Carla Casella, il consulente dell’azienda Dante Benzi, il curatore fallimentare Alberto Marchese, i sindacati e le maestranze.

“Dalla riunione odierna sono emersi spiragli di speranza, oltre che un forte segnale di unità del territorio”, dichiara il consigliere regionale Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia-Liguria Popolare. “Il curatore fallimentare ha comunicato che il tribunale ha concesso l’esercizio provvisorio e quindi che l’attività della lavanderia San Giorgio può continuare nell’immediato, per dare risposta ai clienti impiegando le maestranze. Si è ventilata anche l’ipotesi di diverse aziende interessate ad un’eventuale acquisizione, che garantirebbe la piena continuità lavorativa”, sottolinea ancora Muzio.

“E’ un messaggio di speranza che auspico possa portare in tempi ragionevoli all’individuazione di una soluzione. È infine confermato l’incontro in Regione del 18 febbraio con l’assessore allo Sviluppo economico, Andrea Benveduti, e l’assessore al Lavoro, Gianni Berrino, con l’obiettivo di costituire un tavolo di coordinamento di tutto questo percorso, in cui la Regione possa fare la sua parte di regia”, annuncia Muzio.

La lavanderia industriale aveva alle sue dipendenze, tra fissi e stagionali, circa 60 dipendenti, il 90% dei quali donne. A pesare sulla crisi anche la chiusura degli alberghi, che rappresentavano una fetta importante della clientela.

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