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Dibattito

Incidente mortale a Marassi, la Fiab fuori dal coro: “Monopattini pericolosi? È tutto relativo” fotogallery

Il comandante della polizia locale Giurato: "Su questi mezzi serve massima attenzione, ma no al patentino"

Genova. “Monopattino pericoloso? È tutto relativo. Molte vittime di incidenti stradali perdono il controllo del mezzo in autonomia, eppure nessuno si sogna di vietare la circolazione ad auto e moto”. Romolo Solari, presidente genovese della Fiab – federazione che riunisce gli amanti della bicicletta e che si batte in prima linea per la mobilità sostenibile – non si unisce al coro di chi mette sotto accusa il veicolo protagonista dell’incidente mortale a Marassi in cui ha perso la vita Federica Picasso, 34enne finita sotto un camion all’inizio di via Monticelli mentre guidava il suo mezzo elettrico.

La dinamica è ancora al vaglio della polizia locale intervenuta sul posto, ma appare ormai plausibile che la donna, madre di una bimba di sei anni, abbia sbandato da sola finendo sotto una ruota dell’autocarro, probabilmente durante una manovra di affiancamento. Una circostanza che, se confermata, escluderebbe responsabilità da parte dell’autista, un uomo di 46 anni risultato negativo ad alcol e sostanze stupefacenti, che fin dai primi momenti aveva affermato di non aver visto avvicinarsi la giovane.

Si tratta della seconda vittima accertata in Italia tra gli utenti di questi veicoli recentemente equiparati alle biciclette per poter circolare a norma di legge. La tragedia di Marassi ha riacceso immediatamente il dibattito sulla sicurezza dei monopattini elettrici che di fatto possono usare la carreggiata come gli altri veicoli.

Il comandante della polizia locale Gianluca Giurato, insieme ai suoi agenti, in queste ore rinnova l’appello a prestare la massima attenzione quando ci si trova alla guida di questo tipo di mezzi. “I monopattini elettrici sono mezzi che richiedono moltissima attenzione, ci vuole un ottimo equilibrio perché hanno ruote molto piccole, particolarmente sensibili alle imperfezioni del terreno”.

Niente patentino per la guida: “non credo sia il caso – dice Giurato – d’altronde non si chiede la patente per guidare una bicicletta ma a titolo personale credo che sarebbe opportuno rendere obbligatorio il casco anche per i maggiori di 14 anni e a mio avviso sarebbe necessaria anche una copertura assicurativa per circolare con questi velocipedi sulle strade trafficate”.

Per il resto, “oltre all’attenzione bisognerebbe anche ricordarsi di rispettare le regole del codice della strada come mantenere la destra ma non superare a destra, non circolare sui marciapiedi e rispettare i semafori, purtroppo molti incidenti avvengono per motivi molto banali”. Sul fatto che, a oggi, quelli mortali in Italia siano molto pochi il comandante della polizia locale non si sbilancia: “E’ vero che c’è stato un boom di questi monopattini in circolazione, ma non ce ne sono ancora tantissimo, non si possono tirare conclusioni e ovviamente non mi sento di fare previsioni”.

“Le ruote sono molto piccole ed è chiaro che, minore è il diametro, maggiori possono essere i problemi con le asperità del terreno. Una ruota più grande supera più facilmente l’ostacolo. Ma non sappiamo se sia questo il caso – osserva Solari -. Forse, se in quel punto ci fosse stata una corsia ciclabile libera, l’incidente non sarebbe successo perché il monopattino sarebbe passato a destra e il camionista avrebbe saputo che da lì sarebbe potuto arrivare qualcuno. Non a caso in via XX Settembre non è mai accaduto alcun incidente grave sulla pista ciclabile”.

Il consiglio è ancora una volta quello di prestare attenzione, soprattutto in prossimità di mezzi pesanti: “Bisogna sempre assicurarsi che il guidatore ci veda, altrimenti si rischia di finire nel cosiddetto angolo cieco. Nel dubbio è sempre meglio restare dietro e non affiancarsi. Inoltre le mani vanno tenute ben salde sul manubrio e la velocità va adeguata alla situazione, anche quando si guida una bici o un monopattino elettrico”.

Nel frattempo il Codacons lancia l’allarme. “Le disposizioni normative vigenti relative ai monopattini – spiega il presidente Carlo Rienzi – non appaiono adatte a garantire la sicurezza stradale e non a caso in Italia si registra un incidente grave ogni 3 giorni che vede coinvolto proprio tale mezzo di locomozione. Le norme prevedono infatti una serie di limitazioni che è materialmente impossibile far rispettare, anche perché mancano i controlli, e non introducono obblighi a tutela della salute degli utilizzatori dei monopattini, come il caschetto protettivo per tutti, targatura e assicurazione”.

Ma Federica Picasso il casco lo indossava, anche se non è bastato a proteggerla perché il camion l’ha travolta senza lasciarle scampo. Da rilevare anche che proprio oggi il Tar di Firenze ha emesso una sentenza con cui annulla l’ordinanza del sindaco Nardella che aveva imposto il casco obbligatorio a tutti i conducenti di monopattino elettrico dopo il ricorso di due società che gestiscono il servizio in sharing. La valutazione – si legge nella sentenza – è “riservata al legislatore” e “non può essere effettuata caso per caso dal giudice”.

Della tragedia di questa mattina ha parlato anche il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi: “Bisognerebbe forse scrivere leggi più adeguate per regolare il fenomeno – ha detto – Sono nuovi mezzi di locomozione e non ci sono norme che ne regolamentino l’uso in modo completo”.

E a fine giornata le parole del sindaco Marco Bucci: “Io e gli altri sindaci delle città metropolitane abbiamo chiesto al governo che ci sia al più presto una più efficace regolamentazione per la circolazione dei mezzi come i monopattini elettrici, purtroppo oggi non è compito del sindaco normare il traffico e la viabilità ma servono leggi a livello nazionale”. Così il sindaco di Genova Marco Bucci durante il punto stampa Covid ha commentato la tragedia di questa mattina a Marassi, dove una donna di 35 anni è morta mentre guidava il suo monopattino. “E’ una notizia molto triste, sono vicino alla famiglia come lo è tutta l’amministrazione – ha detto Bucci – ma siamo estremamente preoccupati perché abbiamo poche possibilità di intervenire sulla situazione”.

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