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Contro le chiusure

In piazza i ristoratori che hanno aperto a San Valentino: “Abbiamo rispettato le regole, ora ci mettiamo la faccia” fotogallery

Dopo la manifestazione di oggi, già annunciate altre proteste: "Clienti solidali con noi"

Genova. “Ieri ho tenuto aperto ho messo, i clienti e in vetrina e quando i carabinieri mi han detto che sono stato segnalato gli ho risposto che li ho chiamati io. Li ho salutati ognuna delle tre volte che sono passati davanti al ristorante. Sono entrati con la testa bassa. A me andava bene fare la vittima sacrificale di questa prima crociata dei ristoratori perché visto che ci sentiamo tutti così fenomeni e ricchi mettiamoci la faccia, i soldi. Io ora sono chiuso, rispetto la sanzione tanto fino a giovedì non c’è nessuno sono tutti in smart working”.

E’ la rabbia, seppur contenuta in un protesta civile, quella dei ristoratori che oggi pomeriggio sono scesi in piazza per il presidio indetto dai #ristoratoriuniti e poi hanno deciso, in una manifestazione spontanea, apparentemente senza leader, di dar vita a un corteo che ha bloccato il traffico nel centro città per tutto il pomeriggio. “Ho la strada verso il mio ristorante chiusa da due anni – racconta il ristoratore dell’alta Val Polcevera – e noi siamo gli unici che manteniamo la sanificazione, le distanze e misuriamo la temperatura”.

Ho preso la sanzione della chiusura – dice – e riaprirò quando finirà sperando che lo facciano anche tutti li altri. Mi faranno di nuovo la multa e la gente solidale con me mi lascerà la mancia per pagare la multa, e andrò avanti come posso” dice il titolare dell’ostaia du Chummin di Ceranesi.

Gli fa eco un altro ristoratore dell’entroterra: “Io ho aperto il mio agriturismo ad agosto del 2019 – racconta – faccio parte di quella categoria a cui hanno chiesto i fatturati di aprile 2019 – hanno avuto il coraggio di chiedermi i fatturati che non ho, mentre sto pagando le tasse, l’Inps e tutto quanto. Domenica ho aperto, le persone che hanno prenotato mi hanno lasciasti anche i soldi senza venire a mangiare“.

Il corteo partendo dalla prefettura ha attraversato tutto il centro cittadino, arrivando alla strada sopraelevata Aldo Moro, percorsa poi fino alla Foce, bloccando il traffico di mezza città. Da lì poi i manifestanti sono ritornati prima in via XX Settembre, poi in piazza De Ferrari, chiedendo a gran voce che il governatore scendesse. Ma l’incontro con alcuni rappresentanti della categoria è avvenuto “a palazzo”, provocando qualche malumore.

Nel frattempo una piccola parte di corteo si è ricomposta per andare a portare un nuovo blocco del traffico, durato qualche minuto, con la promessa di rivedersi eventualmente ogni lunedì per proseguire la protesta. Nel pomeriggio, verso le 17, un unico momento di tensione, quando un’auto bloccata dalla manifestazione ha sfondato il blocco, investendo una ragazza. Il guidatore è sfuggito al linciaggio della folla, abbandonando l’auto poco dopo. La polizia avrebbe già individuato l’autore del grave gesto.

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