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Sanità

Il nuovo Galliera guarda verso Erzelli: ipotesi gestione combinata per l’ospedale del Ponente

Al via la gara per il nuovo edificio: cantiere in autunno e fine lavori del 2026. Zampini: "Non è una speculazione, basta discussioni becere"

Genova. Dalla collina di Carignano, dove il vicepresidente Giuseppe Zampini vorrebbe inaugurare la nuova struttura già nel 2025, a quella di Erzelli, dove al momento c’è solo una spianata deserta: il futuro del nuovo Galliera potrebbe allacciarsi a quello dell’ospedale del Ponente fino al punto di fondersi in una realtà unica con alcune funzioni suddivise anziché raddoppiate.

A suggerire l’ipotesi, che è qualcosa più di una suggestione, è lo stesso presidente Giovanni Toti a margine della conferenza stampa indetta per annunciare l’imminente avvio della gara per i lavori del nuovo Galliera: “Sulla scacchiera potremo ragionare di tutto il riassetto della sanità nella città metropolitana di Genova che già in questi anni ha fatto passi importanti. E poi quel progetto Erzelli che potrebbe integrarsi anche alla costruzione dell’ospedale che andiamo a presentare“.

Dopo la gara per Erzelli andata deserta, la giunta Toti bis aveva già aperto alla possibilità di un modello misto pubblico-privato o addirittura totalmente pubblico. In quel mosaico, dunque, non è escluso che l’ente ospedaliero Galliera, emanazione della Curia genovese e presieduto dall’arcivescovo Marco Tasca, possa giocare un ruolo: “Avere due ospedali a cinque chilometri di distanza potrebbe consentire una razionalizzazione funzionale in base alla programmazione della Regione – spiega Zampini -. Se poi si vorrà fare un ulteriore passaggio coordinandosi con una gestione combinata, mai dire mai. Ci possiamo ragionare, potremmo partecipare in varie forme”.

Comunque sia, il nuovo Galliera va avanti nonostante l’iter del progetto sia durato ben cinque anni. Nelle prossime due-tre settimane il bando sarà pubblicato. “Vuol dire che prima dell’estate avremo l’aggiudicatario e che in autunno aprirà un cantiere che è fondamentale per la nostra sanità regionale, fondamentale perché si costruirà un ospedale moderno, e il Galliera ne ha certamente bisogno”, osserva il presidente Toti. Obiettivo fine lavori nel 2026, “anche se a me piacerebbe fare ancora prima”, dice Zampini.

Sul progetto tuttavia pende ancora un ricorso al Tar, quello dell’associazione Italia Nostra. “Ma questa non è una speculazione edilizia“, ripete Zampini parlando di “discussioni becere, architetti del nulla e della falsa informazione” come quelli che proponevano di ristrutturare i vecchi padiglioni anziché costruirne uno da zero contraendo un debito da 75 milioni. “Non sarebbe possibile, non ci sono le condizioni di sicurezza. Basta, è un discorso chiuso”, taglia corto il manager.

La novità rispetto al progetto originario è che ci saranno solo due immobili messi in vendita, anche se tecnicamente sarà una permuta con la ditta che vincerà l’appalto per i lavori: il padiglione D (6.100 metri quadri, adibito a uffici), che potrà essere trasformato a fini residenziali, e il padiglione E (2.300 metri quadri, oggi sede della banca del midollo osseo). Ma in base ai ribassi d’asta e al valore di una cospicua eredità che verrà incassata a breve, l’ente potrebbe tenersi entrambi gli edifici o uno dei due. Resteranno al Galliera invece i padiglioni A-A1-AS (19.400 metri quadri) che il consiglio di amministrazione ha stabilito di destinare a “funzioni connesse con l’attività ospedaliera”. Potrebbero diventare sede di una scuola di specializzazione universitaria, suggerisce Zampini.

I costi. Il primo lotto che andrà a gara, relativo al nuovo edificio, costerà 154 milioni (122,2 per la costruzione e 31,8 per progettazione, direzione lavori e altre spese connesse). Da dove arriveranno? I finanziamenti pubblici ammontano a 42,8 milioni, il resto andrà coperto col valore degli immobili in cessione (11,2 milioni), 25,4 milioni in disponibilità dell’ente e 74,6 milioni da un finanziamento della Ceb, la banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, con tasso di interesse all’1% da restituire in 25 anni.

I numeri. Il nuovo Galliera avrà oltre 70mila metri quadri di superficie e 404 posti letto, meno di quelli attuali. Ma l’obiettivo è raggiungere una migliore efficienza per avere un “guadagno in termini di tempi di degenza”, come spiega il direttore medico Paolo Cremonesi. Le aree verdi ammonteranno a quasi 10mila metri quadrati con un parco che sarà completamente accessibile al pubblico, altri 11mila metri quadri saranno adibiti a parcheggi in parte sotterranei. L’ospedale avrà 3 piani fuori terra e altri 3 seminterrati in modo da non superare in elevazione i palazzi di via Vannucci.

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