Aria di scissione?

Grillo esalta Draghi e il M5s ligure si spacca: “Inaccettabile annullare il voto su Rousseau”

Il fondatore del movimento: "Non è un banchiere, è un grillino". Il senatore ligure Crucioli: "Ammainata la nostra bandiera, ripartiamo da zero"

Genova. “L’annullamento delle votazioni su Rousseau programmate per il 10 e 11 febbraio risulta inaccettabile. La bandiera del Movimento è stata ammainata e occorrerà ripartire da zero”. A passare all’attacco, dopo la sospensione della consultazione online, decisa da Beppe Grillo e comunicata da Vito Crimi, è il senatore ligure del Movimento 5 Stelle Mattia Crucioli.

Ed è il segnale di una spaccatura sempre più grave, aperta in maniera inesorabile dopo l’incarico a Mario Draghi definito “un grillino” dal comico genovese intervenuto ieri in un video su Facebook. Spaccatura che potrebbe incidere non poco sulla maggioranza di cui l’ex governatore della Bce dovrebbe godere per formare un esecutivo stabile.

Crucioli parla di “regole basilari della democrazia, sia diretta che rappresentativa” che sarebbero state violate. Perché, “una volta fissata la data di una tornata elettorale, la stessa non può più essere arbitrariamente modificata, altrimenti c’è il rischio che chi detiene il potere, se alla vigilia del voto ha il sentore che l’esito non sia quello auspicato, possa rinviare il voto in attesa che accada qualcosa che volga a proprio vantaggio l’opinione pubblica”.

Per votare aspettiamo che Draghi abbia le idee chiare, un po’ di pazienza. Ho detto no alla Lega e lui mi ha risposto: non lo so, vediamo”, aveva detto infatti Grillo nel video che in sostanza è un endorsement a Mario Draghi, non un “banchiere di Dio”, per usare i termini del fondatore del movimento, ma uno che vuole il “super-ministero della transizione ecologica”.

Il segnale che Grillo aspetta per dare il via libera al voto su Rousseau potrebbe arrivare nelle prossime ore con un discorso pubblico del premier incaricato Draghi. Ma Crucioli, che guida la fronda dei parlamentari liguri, accusa ancora: “Poiché c’era il fondato rischio che gli iscritti votassero in massa il no al governo Draghi, Grillo e Crimi hanno stoppato le votazioni precedentemente indette, in attesa che Draghi chiarisse a reti unificate di essere un grillino della prima ora, che il programma delle meraviglie venisse stentoreamente declamato e i media completassero il processo di beatificazione”.

Ricordando poi che il passato di Draghi è “inconciliabile con i principi del Movimento, che sia portatore di interessi elitari confliggenti con quelli che abbiamo sempre difeso, che non sia espressione di alcuna forza politica democraticamente rappresentativa, che si accinga a guidare un’accozzaglia di partiti con visioni diametralmente confliggenti tra loro e che tutto ciò sia il risultato di una congiura di palazzo abilmente orchestrata da molti ed eseguita da Renzi”.

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