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Folla al presidio antifascista a Cogoleto dopo il caso del saluto romano: “L’odio non è la risposta” fotogallery

Manifestazione organizzata dall'Anpi e alla quale hanno aderito molti partiti, sindacati e associazioni ma anche tanti cittadinini

Genova. Circa trecento persone questo pomeriggio si sono date appuntamento a molo Speca a Cogoleto, nel ponente di Genova, al presidio antifascista voluto dall’Anpi per ribadire la condanna di quanto avvenuto il 27 gennaio scorso – nel Giorno della Memoria – all’interno del consiglio comunale della cittadina rivierasca.

Il caso è quello dei tre consiglieri del centrodestra sorpresi a usare il saluto romano per votare le delibere all’ordine del giorno. Un gesto finito sui social, condannato in maniera bipartizan da tutta la politica locale e nazionale e sul quale sono stati aperti sia un procedimento della prefettura – i tre consiglieri potrebbero infatti essere fatti decadere – sia un’indagine della procura.

Il saluto romano si configura infatti come reato, in quanto apologia di fascismo, andando contro l’articolo 2 della legge Mancino e contro la più antica legge Scelba. Ed è su questa base che sia la Digos sia il sindaco di Cogoleto hanno denunciato i tre.

“L’odio non è la risposta, non lo è mai, l’informazione, la cultura, l’educazione sono la risposta, solo così si preserva la memoria per impedire che si possano ripetere le atrocità del passato, solo così passato, presente e futuro, come oggi in questa piazza, tornare a incontrarsi per ribadire il fondamento della nostra costituzione democratica”, le parole del sindaco di Cogoleto Paolo Bruzzone.

“Benvenuti care compagne e cari compagni in questa giornata di lotta – ha detto Massimo Bisca, presidente provinciale di Anpi – se qualcuno prendesse un treno e potesse visitare i campi di concentramento di Auschwitz vedrebbe quello che è accaduto, sette tonnellate di vestiti, di scarpe, di occhiali, e chi ha fatto il saluto romano durante il consiglio comunale ha riportato alla luce quelle sette tonnellate, hanno offeso quei morti, ma anche i morti della resistenza uccisi dai fascisti e dai tedeschi, queste persone non sono degne di essere consiglieri comunali di nessun consiglio comunale italiano”.

Presenti i sindacati Cgil, Cisl e Uil e i rappresentanti di molti partiti: M5s, Pd, Lista Sansa. Hanno dato la loro adesione anche le associazioni Libera, Arci, Comunità di San Benedetto al Porto, Gruppo Scout Cogoleto, Cub e Medicina Democratica“, e ancora altri partiti tra cui Art.1, Lista Crivello, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Linea Condivisa, Leu, Europa Verde, Pci, Giovani Democratici, Chiamami Genova.