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Femminicidio a Genova: Clara Ceccarelli si era pagata il funerale, domani l’autopsia fotogallery

Nei confronti dell'uomo che la perseguitava da quando lei lo aveva lasciato nessuna denuncia esplicita

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Genova. Sarà eseguita lunedì dal medico legale Lucrezia Mazzarella l’autopsia per stabilire con quante coltellate Roberto Scapusi ha ucciso Clara Ceccarelli. L’arma del delitto, probabilmente un coltello da cucina, non è stata trovata. Scapusi l’ha gettato dopo l’omicidio e non ha saputo direi dove agli agenti delle volanti la sera di venerdì quando è stato portato in Questura dopo essere stato trovato vagante in via Frugoni.

Voleva uccidersi Scapusi come aveva già detto di voler fare qualche giorno prima: era stato trovato dalla polizia anche quella volta e aveva accettato il ricovero al Galliera: non era la prima volta ma l’uomo ma si era sempre trattato di ricovero volontario.

Il 59enne ieri in carcere ha incontrato il suo avvocato Stefano Bertone: l’interrogatorio di convalida del fermo davanti al gip non è ancora stato fissato ma dovrà svolgersi entro mercoledì. La confessione davanti agli investigatori fatta dal 59enne venerdì sera infatti non ha valore da un punto di vista processuale anche se certamente non si tratta dell’unica prova che stabilisce con certezza come Scapusi sia l’autore del delitto. Ci sono i testimoni che hanno cercato di rincorrerlo e le telecamere. Casomai a Scapusi potrebbe essere contestata la premeditazione del delitto visto che è arrivato nel negozio armato di coltello.

Clara Ceccarelli era molto stanca della situazione: quell’uomo la perseguitava dal momento in cui lo aveva lasciato. Si presentava davanti al negozio, le telefonava di continuo. Lei però non lo aveva mai denunciato esplicitamente. Sono una volta aveva sporto denuncia al commissariato centro per alcune lettere anonime con insulti al suo cane e offese al figlio e per danneggiamenti. Nella querela Ceccarelli aveva fatto riferimento all’ex compagno ma senza un’accusa esplicita e la denuncia era stata archiviata poi in Procura.

Ma Clara non aveva mai denunciato a polizia e carabinieri episodi di stalking, che avrebbero consentito di tener lontano l’uomo che la tormentava. Aveva pensato probabilmente di essere in grado di gestire la situazione, ma ultimamente aveva paura al punto che due settimane Clara si era pagata il funerale. Un presentimento? Certamente si era preoccupata di non gravare sui familiari questo tipo di spese e per il figlio aveva nominato un tutor nel caso le fosse accaduto qualcosa.