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Incertezza

Ex Ilva, dopo la sentenza del Tar su Taranto cresce la preoccupazione a Genova: “Il Governo ci convochi”

Il giudice amministrativo impone lo spegnimento entro 60 giorni dell'area a caldo ma la messa in sicurezza dovrà cominciare prima con un rallentamento della produzione e conseguenze anche per Genova

Genova. La sentenza del Tar di Lecce che intima ad ArcelorMittal di chiudere entro il 14 aprile l’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto in ottemperanza all’ordinanza del sindaco Rinaldo Melucci, arrivata fra l’altro in contemporanea alla formazione del nuovo governo, complica non poco il futuro degli stabilimenti ex Ilva. E l’ennesima situazione di incertezza preoccupa lavoratori e sindacati anche a Genova dove il piano industriale presentato da Mittal prevedeva un incremento della produzione del 44% già nel 2021.

“Gli effetti già cominciavano a farsi sentire – dice il coordinatore dell’Rsu Armando Palombo – ma ora la sentenza del Tar complica una vicenda già confusa”. La prima conseguenza è stata l’annullamento di tutti gli incontri fissati da Mittal e Invitalia per illustrare il piano nei diversi stabilimenti. A Genova gli incontri erano stati fissati il 23 e 24 febbraio, ora rinviati a data da destinarsi.

Il termine di 60 giorni concesso dal giudice amministrativo per ottemperare all’ordinanza sindacale e quindi spegnere gli impianti a caldo, scade il 14 aprile, ma l’azienda – che pure ha annunciato un ricorso al Consiglio di Stato – è chiamata comunque a predisporre entro quella data le procedure tecniche per una eventuale conferma allo stop degli impianti perché ovviamente gli altoforni non possono essere spenti da un giorno all’altro e devono essere “messi in sicurezza”, una sorta di spegnimento graduale.

Quello che accadrà nelle prossime settimane è estremamente incerto per questo i segretari generali di Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto un incontro urgente ai ministri competenti del governo Draghi, in particolare al nuovo ministro dell’Economia, Daniele Franco, e al nuovo ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti: “Il Governo deve dire urgentemente come intende muoversi – dice Palombo – perché non si possono aspettare 60 giorni”.

Fra l’altro come ha rivelato qualche giorno fa il Sole24ore il decreto che prevede l’ingresso di Invitalia nella gestione degli stabilimenti con una dote da 400 milioni di euro è ancora fermo sul tavolo del ministero dell’economia a causa della crisi di Governo.

A Genova nel frattempo i lavoratori sono in cassa integrazione covid fino al 27 marzo, ma le ore di lavoro sono aumentate rispetto ai mesi precedenti proprio grazie a un incremento della produzione che ora invece rischia di rallentare drasticamente.