Visioni opposte

Ex Ilva di Cornigliano, scontro a distanza sulle aree tra il sindaco Bucci e la Fiom

Per il sindaco sì al rilancio ma solo con le aree che servono. Manganaro: "Quegli spazi servono tutti"

Genova. “L’accordo di programma su Cornigliano prevede che quelle aree di 1 milione e 200 mila metri quadrati impieghino 2200 lavoratori. Noi dobbiamo pensare al futuro della città e pensare a un investimento nella fabbrica moderno che utilizzi le aree necessarie, comprese le banchine, ma non di più.”. Lo ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci intervenendo alla presentazione del progetto di Federmanager per il rilancio dello stabilimento di Cornigliano.

Il progetto prevede di aumentare la produzione della banda stagnata dalle attuali 120 mila tonnellate l’anno a 400 mila investendo in nuove linee produttive con un investimento da circa 250 milioni di euro. “Se la siderurgia riuscirà a riportare a Cornigliano 2200 lavoratori, che oggi sono circa mille, benissimo ma se così non sarà occorre riflettere su come far crescere l’occupazione in città usando parte di quelle aree”.

“La mia posizione rispetto alle aree – ha precisato il sindaco – non è un no alla siderurgia a Cornigliano, è un grande sì con le risorse e le strategie delle fabbriche moderne sull’utilizzo delle aree. Non vogliamo che Ilva sia solo storia e tradizione ma anche un pezzo del futuro di questa città”.

L’intervento del sindaco non è piaciuto tuttavia al segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro soprattutto in questa fase molto delicata per il futuro degli stabilimenti.

Il 13 marzo infatti il consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sulla sentenza del Tar che ordina lo spegnimento dei forni a caldo. Se la decisione non sarà ribaltata le ripercussioni su tutti gli stabilimenti italiani saranno pesantissimi.

“Credo che la discussione delle aree sia sbagliata perché se andasse in porto un progetto come quello di Federmanager arriveranno molti rotoli e serviranno tutti gli spazi. In questa fase di incertezza sul futuro, visto che Taranto rischia di fermarsi dopo la sentenza del Tar, parlare di aree è sbagliato nei tempi”. ha detto il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro rispondendo al sindaco Bucci ma il primo cittadino si era già scollegato dal webinar di Federmanager per impegni pregressi. “Oggi bisogna far ripartire il sito di Cornigliano – ha aggiunto Manganaro – Quelle aree servono, servono tutte. Prima si rilancia sito di Cornigliano e poi si vede. Sottrarre spazi in questo momento sarebbe un errore politico e anche industriale”.

Il segretario della Fiom ha sottolineato anche la grande preoccupazione di lavoratori e sindacati per la situazione del sito di Taranto: “Se si dovesse concretizzare lo scenario dello spegnimento degli impianti di Taranto, noi dovremo mettere in atto tutte le azioni di lotta per difendere i mille duecento lavoratori quelli che sono in fabbrica e i lavoratori in cassa rimasti in Ilva in as. E credo che su questo punto, ognuno con le sue modalità, la voce di Genova debba essere unita”.