Romanzo

Esce oggi “Connessione a rischio” di Emanuela Mortari, cinque motivi per leggerlo subito

Un "tecno thriller" con una protagonista appassionata di videogame, ambientato in una Genova alle prese con la ricostruzione del ponte Morandi e lontana dai cliché "al pesto"

Genova. Gloria Ferrari ha 30 anni, zero relazioni stabili, una grande passione per i videogiochi (è una programmatrice informatica) e per la sua motocicletta. Un giorno, sul treno, il colpo di fulmine per uno sconosciuto. I tentativi di risalire alla sua identità portano Gloria a vivere un gioco pericoloso, più grande di lei, in una storia che parla di violazione dei dati personali, i big data e la bio informatica.

Questi alcuni elementi della trama di “Connessione a rischio”, il primo romanzo di Emanuela Mortari, giornalista genovese e che, nel libro, ci tiene a raccontare una città quanto mai lontana dai cliché “al pesto” – meno Boccadasse, niente De André, pochi caruggi – ma invece proiettata in un mondo dove la tecnologia è alla base non solo dell’economia ma anche della vita quotidiana delle persone.

Ed è questo il primo motivo per cui acquistarlo (disponibile sul sito della casa editrice e su amazon, sia in versione digitale sia cartacea) e leggerlo tutto d’un fiato. Una Genova vera e inedita, finalmente, senza luoghi comuni obbligati e scorci da cartolina, una Genova alle prese con il crollo e poi con la ricostruzione di ponte Morandi (un’altra connessione a rischio, se vogliamo). Gloria Ferrari, ogni giorno, in treno, attraversa il ponente cittadino e la Valpolcevera vede quella struttura cambiare, scomparire, riapparire.

Il secondo motivo è che i temi raccontati attraverso il mistero sono quanto mai attuali: quanto è pericolosa, potenzialmente, la nostra presenza sui social network o nei database delle aziende e delle istituzioni? Cosa dovremmo fare per tutelarci? Cosa sa di noi “il grande fratello”? Quanto la tecnologia può favorire la sicurezza quotidiana e quanto invece può costituire un’arma a doppio taglio se nelle mani sbagliate? Tutti argomenti su cui riflettere e magari farsi prendere un po’, ma solo un po’, dall’ansia.

Terzo motivo? La casa editrice. Another Coffee Stories è una realtà nuovissima e giovanissima ma molto seria e con idee originali. Per esempio, per chi acquisterà il cartaceo del libro sul sito ufficiale è prevista in omaggio una miscela di caffé ispirata alla storia. Per ogni romanzo, inoltre, vengono creati dei puppet all’uncinetto associati ai personaggi della storia, anch’essi in vendita. Another Coffee Stories cerca di supportare i propri autori attraverso i social – Facebook e Instagram – ma anche con un magazine di prossima uscita.

Il quarto motivo è che il libro, alla fine, è anche una bella storia di amicizia e di solidarietà. Gloria cerca di aiutare uno sconosciuto ma alla fine i suoi amici aiuteranno lei, sfoderando le loro abilità da “smanettoni”. Ci riusciranno? No spoiler.

Il quinto motivo è che l’autrice, Emanuela Mortari, fa parte della nostra redazione e possiamo garantire che è una giornalista molto seria. Siamo certi che anche nel suo romanzo non saranno mancate ricerca e lima. Noi siamo pronti a iniziare a leggere il libro. Se non sarà appassionante, ben scritto e divertente ve lo faremo sapere – dovere di cronaca – ma pensiamo proprio che non ce ne sarà bisogno.

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