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Gestione elisoccorso, il giudice vuole vederci chiaro e impone alla Procura per la seconda volta nuove indagini

Il pm aveva chiesto per la seconda volta l'archiviazione dell'esposto presentato dall'Usb ma il giudice ha imposto per la seconda volta nuove indagini per fare chiarezza

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Genova. La Procura di Genova riapre, per la seconda volta le indagini sulla gestione dell’elisoccorso in Regione Liguria, dopo l’esposto che l’avvocato Daniele Pomata aveva depositato per conto di Stefano Giordano e Costantino Saporito, dirigenti nazionali USB VVF oltre un anno e mezzo fa e ventilava l’ipotesi che le difficoltà in cui erano stati messi i vigili del fuoco della Liguria nella gestione del servizio di elisoccorso, svolto sulla base di una convenzione tra Regione e Ministero dell’interno, avessero come obiettivo quello di far integrare il servizio con l’ingresso di soggetti privati.

L’esposto era poi stato integrato quando la Regione Liguria aveva perfezionato l’accordo con la società Airgreen. Il sostituto procuratore Sabrina Monteverde, che aveva aperto un fascicolo per abuso d’ufficio contro ignoti, aveva chiesto l’archiviazione, una prima volta ma il gip Cinzia Perroni, in un’ordinanza emessa a marzo, aveva accolto l’opposizione dell’Usb, chiedendo al pm di svolgere ulteriori indagini. La tesi sostenuta dall’Usb nell’esposto firmato da Stefano Giordano e Costantino Saporito è quella che anche in Liguria come in tutte le altre Regioni dove sono intervenuti i privati nella gestione del servizio di elisoccorso, il servizio sia peggiorato nonostante i costi più elevati.

Qualche mese va la procura aveva nuovamente chiesto l’archiviazione dicendo in sostanza che i ricorrenti avevano “riferito generiche critiche rispetto a scelte di carattere amministrativo da loro non condivise”. Di fronte a questa richiesta la nuova opposizione dll’avvocato Daniele Pomata, è stata ancora una volta accolta dal gip Perroni che per la seconda volta ha imposto al pm nuove indagini per la durata di sei mesi. Il pm dovrà fra l’altro risentire come testimone il direttore regionale dei vigili del fuoco Claudio Manzella.

Proprio per “una scelta di responsabilità e di rispetto verso la giustizia e le indagini in corso” l’ Usb, fa sapere in una nota, “congela lo stato di agitazione e lo sciopero nei confronti del Dipartimento dei vigili del fuoco”.

Il sindacato tuttavia segnala come “proprio in questi giorni – scrive l’Usb – le risorse esigue ma allo stesso tempo la frequentazione dei corsi per pilotare e gestire i nuovi velivoli, hanno certificato l’inattività operativa del Reparto Volo ligure dal lunedì al venerdì, lasciando di fatto scoperto l’intero territorio regionale dal soccorso tecnico urgente, specialmente in mare dato che il primo velivolo operativo è dislocato a Luni presso la base della Guardia Costiera a circa 30 minuti di volo dal capoluogo ligure”.

“Si sono registrati negli ultimi tempi alcuni piccoli inconvenienti di volo, laddove altri sono stati però più “sostanziosi” – spiegano ancora dall’Usb – che per anni non si erano mai manifestati così frequentemente nel Reparto Volo ligure. Inconvenienti conclusisi tutti fortunatamente con un lieto fine ma che hanno portato il poco personale operativo rimasto a riflettere sull’accaduto, cercando di trovarne le cause e intraprendendo azioni correttive ma non nascondendo la preoccupazione per la situazione di stress che si è venuta a creare nel corso del tempo e che sembra destinata a crescere.