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Le indagini

Dal ‘tassista’ al ‘cuoco’ alle vedette contro i ‘nudi’: quasi 100 mila euro al mese per la gang della droga sgominata dalla polizia

Tra i clienti anche professioni che si facevano consegnare a domicilio crack e cocaina e diversi minorenni

Genova. C’erano il ‘cuoco‘, il ‘tassista‘, le vedette contro i ‘blu‘ cioè i poliziotti in divisa o in ‘nudi‘, vale a dire gli investigatori in borghese. C’erano acquirenti di ogni genere compresi professionisti e minorenni, ma soprattutto c’era un giro d’affari da quasi 100 mila euro al mese.

A capo dell’organizzazione ‘Ndaye Sidi Dop, 38enne, in grado di riorganizzarsi velocemente ogni volta che c’erano degli arresti (che sono stati dieci nel corso delle indagini).

Otto le misure di custodia cautelare in carcere eseguire questa mattina dalla polizia, 3 persone sono finite ai domiciliari e altre 3 hanno il divieto di dimora a Genova. E’ il bilancio dell’operazione Crack&co, frutto di un’indagine partita nel maggio del 2019.

I corrieri o ‘cavalli‘ erano una decina per circa 15-20 consegne ciascuno.
Erano molto abili a tenere tutte le dosi in bocca e alcuni – racconta il dirigente della squadra mobile Stefano Signoretti – si vantavano di riuscire anche a mangiare mentre avevano la droga in bocca. Per questa ragione le tecniche di confezionamento dovevano essere molto accurate.

Il ‘cuoco‘, il 37enne Kadim, che trasformava la cocaina in crack, con la fidanzata italiana (non coinvolta dall’attività di spaccio, si occupava anche di trasferire all’estero alcuni connazionali fornendo loro documenti falsi.
Per lo spaccio operavano soprattutto in centro storico ma non vivevano nei vicoli. La maggior parte degli arresti sono avvenuti in quartieri periferici come San Fruttuoso e Sampierdarena e San Teodoro dove avevano un covo. Il ricavato veniva in parte reinvestito, in parte probabilmente spedito in Senegal ma alcuni facevano la bella vita e andavano per locali.

E i cavalli che reclutavano, non erano gli ultimi arrivati in città: erano considerati persone affidabili che sapevano muoversi con attenzione. E quando era necessario arrivava Tine For Kalla, appena ventenne che accompagnava in auto i corrieri per le consegne a domicilio. Non a caso era soprannominato Kabu Kabu, che significa appunto tassista abusivo.

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