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Rischio alto

Covid e variante inglese, il virologo Crisanti: “Serve un lockdown totale”

"Le zone rosse non bastano, serve un lockdown come a Codogno, altro che pensare a sciare e mangiar fuori"

Roma. Cresce l’allarme varianti Covid in tutta Europa e anche in Italia sono sempre di più gli studiosi che chiedono un lockdown totale. Dopo il consigliere del ministro Speranza Walter Ricciardi, anche il virologo Andrea Crisanti, ritiene che il governo debba stringere ancora le misure per la lotta al Covid e ne parla in una intervista a La Stampa. “Gli impianti di sci non riaprono? E vorrei vedere – dice – Il 20% dei contagiati presenta la variante inglese e la percentuale è destinata ad aumentare. Bisognava fare il lockdown a dicembre, prevenendo tutto questo, mentre ora siamo nei guai. Come se ne esce? Con un lockdown duro subito per evitare che la variante inglese diventi prevalente e per impedire che abbia effetti devastanti come in Inghilterra, Portogallo e Israele'” risponde Crisanti.

Per il virologo “Va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti, servono lockdown stile Codogno, non le zone rosse che sono troppo morbide perché “se va come all’estero ci sarà un’impennata importante a fine febbraio”.

D’altronde anche gli altri Paesi stanno stringendo le maglie: “La Germania continua il lockdown, la Francia pure, l’Inghilterra anche, solo noi pensiamo a sciare e a mangiar fuori. Tutti vogliamo una vita normale, ma non si realizza se non si controlla la pandemia!.

“Il rischio attuale – dice ancora Crisanti – è la diffusione della variante inglese, che se non si ferma subito aumenterà di molto la circolazione del virus e di conseguenza il rischio ulteriore di altre varianti, tra cui alcune che potrebbero resistere ai vaccini”.

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