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Coronavirus, Toti tenta la carta “zona di rischio provinciale” per evitare l’arancione su tutta la Liguria

Rt a 1,01 ma l'incidenza regionale schizza in alto trainata dai dati dell'estremo ponente: "Stiamo dialogando col ministero ma accetteremo le decisioni che prenderanno"

Genova. “Sacrificare” con un’ordinanza la zona dell’estremo ponente dove il trend dei nuovi casi preoccupa ben più che nel resto della Liguria per evitare l’arancione. E’ la carta che la Regione spera di giocarsi in vista della nuova zonizzazione.

“La normativa nazionale per il momento è sempre stata applicata su base regionale e non provinciale, la settimana scorsa sono stati tentati alcuni esperimenti di chiusura sull’Umbria di chiusura parziale. Ieri i nostri tecnici hanno a lungo interloquito col ministero, lo faremo oggi, accetteremo le decisioni che prenderanno”. Lo spiega il presidente ligure Giovanni Toti a margine del vaccine day per gli over 80 in attesa della decisione sul colore della regione.

“Vediamo quale sarà l’indicazione degli scienziati perché è evidente che molto dipende da loro – aggiunge Toti – Nel report ministeriale siamo a 1,01 che per le nuove norme comporta, anche in uno scenario di rischio moderato come quello che rappresenta la Liguria, la possibilità di entrare in zona arancione. Ma come abbiamo spiegato agli uffici del ministero e ai membri del Cts è una media statistica che ha molte differenze al suo interno. I distretti di Sanremo e Ventimiglia hanno incidenze di virus che sono doppie e triple rispetto al resto della Liguria”.

“Si tratta però – secondo Toti – di un 1,01 basato su una percentuale da Trilussa, nel senso che abbiamo una provincia, quella di Imperia, dove l’incidenza del virus è assai più forte a ragione della contiguità con uno dei distretti francesi più penetrati dal virus, e altri territorio della nostra regione con incidenze molto più basse”.

“Non abbiamo una pressione ospedaliera preoccupante se non nel Ponente della regione, ma il Ponente influisce sui numeri complessivi e la normativa fino al 5 marzo prevede che non ci siano distacchi di province ma che ci sia un’uniformità su base regionale, pertanto i tecnici applicheranno, immagino, la legge. Si tratta di capire come valuteranno la situazione complessiva della regione”, conclude – Valuteremo, alla luce di quanto deciderà la cabina di regia, nella giornata di oggi o nella cabina di domani quando i tecnici avranno fatto il loro lavoro”.

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