Segno tangibile

Coronavirus, l’idea di Bucci: “Un sostegno economico a chi ha perso qualcuno in giovane età”

Oggi la commemorazione delle vittime a Staglieno

Genova. Qualcosa di “tangibile” per ricordare le vittime del coronavirus. È l’idea che arriva dal sindaco Marco Bucci nella giornata della commemorazione al cimitero Staglieno, a conclusione della settimana che ha segnato l’anniversario dall’inizio della pandemia che ha mietuto oltre 3.600 vittime in Liguria, oltre mille solo nel capoluogo.

“Ci sono idee solite, come un monumento o una piazza, ma anche cose più tangibili – dice Bucci – ad esempio si parla anche di sostenere le persone che hanno perso qualcuno in giovane età, fare programmi sociali che possano portare il ricordo del Covid, ma ancora non posso dire niente perché non ci sono ancora programmi stabiliti”.

“Ricordare è sempre una cosa importante – ha aggiunto il primo cittadino -. Quelli che sono passati a miglior vita sono un segnale per noi perché ci dicono cosa dobbiamo fare per migliorare il futuro. Una giornata come oggi ci dice che dobbiamo prendere impegni seri per quanto riguarda la salute e su come dobbiamo difenderci da queste cose che certamente nessuno si aspettava, però sono arrivate. Quindi vuol dire che dobbiamo essere sempre pronti a reagire. Il messaggio per quelli che sono vivi è questo. La nostra città deve essere in grado di gestire situazioni come questa”.

“Era giusto ricordare le vittime, sono tante persone che spesso se ne sono andate senza un ultimo abbraccio dei loro cari, senza aver avuto un funerale – ha commentato il presidente ligure Giovanni Toti -. Allora siamo qua per dire che non solo sconfiggeremo questa pandemia, ma anche che questa pandemia non ci porterà via neanche l’umanità che è giusto avere verso tutti i defunti, i nostri riti, non porterà via un pezzo importante della nostra civiltà. Questa era una giornata importante, da fare, soprattutto oggi che grazie ai vaccini cominciamo a vedere la luce, ma non bisogna dimenticare quello che abbiamo passato alle nostre spalle.

“Credo che oggi le parole non siano sufficienti, oggi, a dire quello che stiamo vivendo e che tantissime famiglie hanno vissuto – riflette l’arcivescovo di Genova Marco Tasca – Credo che ricordare con il cuore voglia dire l’importanza del prendersi cura uno dell’altro e sentire che solamente insieme potremo uscire da questa situazione è costruire un mondo migliore. Credo che le parole non possano spiegare il dolore di queste famiglie sole, abbandonate, che. In hanno più potuto abbracciare i loro cari. Credo che per lenire questo dolore ci vorrà tempo, pazienza e tanta tantissima solidarietà. Oggi è un simbolo che vuole dare speranza a tutte le famiglie che hanno perso le persone care senza poterle riabbracciare. Penso che sia un trauma veramente difficile da elaborare e credo che oggi siamo qui insieme per dire che siamo vicini a loro, la solidarietà credo sia la parola più bella che possiamo dire e cerchiamo di condividere questa fatica e questo dolore perché non si sentano assolutamente soli”.

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