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Dietro l'angolo

Coronavirus, ecco chi rischia la zona rossa in Liguria: la decisione è attesa per oggi

Per la prima volta una parte della regione potrebbe diventare blindata. Ma la zona arancione rischia di scattare per tutti

Genova. Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza Covid una parte della Liguria potrebbe diventare zona rossa, con divieto di entrata e uscita da alcuni comuni e chiusure che riguarderebbero non solo bar e ristoranti ma anche i negozi. La decisione è attesa in giornata, dopo che il governatore Giovanni Toti si sarà confrontato da una parte con la task force di Alisa, con la Asl e i sindaci interessati, e dall’altra con il ministro della Salute Roberto Speranza.

La zona calda è la provincia di Imperia, dove negli scorsi giorni è stata registrata un’incidenza doppia rispetto al resto della Liguria: 4,5 casi ogni 10mila abitanti a fronte di un indice di 1,90 stabilizzato in tutta la regione, come ha spiegato ieri Toti nell’aula consiliare di via Fieschi. “Sappiamo il motivo – ha spiegato il presidente – che è la contiguità con la frontiera francese e con il dipartimento della Provenza e Costa Azzurra fino a Montecarlo, il territorio francese a maggiore incidenza del virus, dove lavorano molti nostri concittadini frontalieri”.

I comuni nell’occhio del ciclone sono quelli più vicini al confine: Ventimiglia, Bordighera e Sanremo. Secondo gli esperti della sanità regionale non c’è dubbio che il virus arrivi soprattutto dalla Francia, dove la circolazione è maggiore anche a causa delle nuove varianti. Ed è per questo che adesso si chiede una maggiore attenzione alla frontiera, che finora è sempre rimasta aperta come se nulla fosse.

Sarebbe opportuno che venissero potenziati i controlli in autostrada, uno dei punti deboli in zona di confine, per evitare che i francesi vengano in Italia anche solo per una rapida trasferta forti del certificato tampone negativo – ha detto il direttore generale della Asl 1 Silvio Falco al quotidiano online Riviera24 -. Le frontiere sono presidiate ma non basta, servono più controlli, chiederò al prefetto di farlo. Il problema è che molti francesi sconfinano su Ventimiglia e Sanremo, banalmente per pranzare da noi, per fare degli acquisti. Questo, però, favorisce la diffusione del Covid”.

L’ordinanza dovrebbe arrivare dunque in giornata, anche se non è ancora chiaro quale sarà il contenuto. Ieri Toti ha spiegato che le misure “possono andare dalla zona arancione alla limitazione degli orari degli esercizi commerciali“. Dunque, alla luce del lieve miglioramento registrato nelle ultime ore, le restrizioni potrebbero essere inferiori a quelle previste per la zona rossa. Ma visto anche che nel frattempo a Sanremo si è messa in moto a macchina organizzativa del festival, è probabile che prevalga la linea di una maggiore cautela oggi per evitare chiusure a marzo.

Intanto però anche il resto della Liguria non dorme sonni tranquilli. La scorsa settimana Toti aveva dichiarato “possibile” un ingresso in zona arancione per tutta la regione dalla prossima settimana, anche se i dati dei contagi nel frattempo si sono stabilizzati e il rischio oggi appare meno concreto. Se dovesse restare in vigore la zona gialla con le restrizioni a Ponente, gli spostamenti rimarrebbero consentiti ma – ad esempio – un cittadino di Genova non potrebbe raggiungere Ventimiglia (a meno che non sia solo in transito, o abbia una seconda casa, oppure con l’autocertificazione). Il verdetto, in questo caso, arriverà venerdì.

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