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“Ci salvi chi può”: anche gli squali dicono no al riscaldamento globale

“L’acquario di Genova pensa anche alla crisi successiva, che in realtà è già in corso e che colpisce con particolare violenza la natura dei mari con effetti devastanti per tutto il pianeta"

Genova. “Ci salvi chi può, tutti i cittadini europei possono firmare per questa campagna per portare ai tavoli la presa in considerazione di una Carbon pricing”. Simona Bondanza, sostenibility manager Acquario di Genova, spiega così l’iniziativa che si è svolta questa mattina nella vasca degli squali dove è stato srotolato uno striscione con scritto Sign now for our Lines on” a sostegno della campagna portata avanti da “cittadini europei.

“Questo è un modo di contribuire alla sensibilizzione su un tema così importante come quello del riscaldamento globale. Qui ci prendiamo cura della biodiversità e pensiamo sia importante sostenere campagne come questa”. A spiegare le ragioni di questo iniziativa il fondatore di cittadini europei per lo sviluppo sostenibile, Marco Cappato.

“L’acquario di Genova, in un momento di crisi pandemica – ha spiegato – ha avuto la lungimiranza di pensare anche alla crisi successiva, che in realtà è già in corso e che colpisce con particolare violenza la natura dei mari con effetti devastanti per tutto il pianeta. Abbiamo accolto quindi con gratitudine il sostegno a sottoscrivere l’iniziativa dei cittadini europei ‘stopglobalwarming.eu’ che, una volta tagoginto il milione di firme, obbligherà la commissione europea a esprimersi sull’ipotesi di spostamento delle tasse dal lavoro alle emissioni di co2, facendo pagare meno tasse sul lavoro e di più per il consumo delle risorse naturali, che è la soluzione per fermare i cambiamenti ti climatici senza limitarsi a gridare all’allarme”.