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Posizione

Cgil: “Fascismo e comunismo non si possono equiparare, Bucci rimuova gli effetti dell’odg”

Anche il sindacato interviene sulla polemica dell'ordine del giorno presentato dal centrodestra

Genova. “Lascia sbigottiti la superficialità con la quale il consiglio comunale di Genova, nella giornata di ieri, ha approvato l’ordine del giorno che equipara il movimento comunista con la dittatura fascista e nazista”, esordiscono con queste parole Igor Magni e Fulvia Veirana, segretari generali della Cgil di Genova e della Liguria.

“Nazismo e fascismo sono nati come partiti unici in Germania e Italia con il fine esplicito di far prevalere la razza ariana e un gruppo sociale a discapito degli altri, soggiogando i popoli e commettendo atroci stragi per i loro obiettivi. Il comunismo è un movimento che si è sviluppato in tutto il mondo per promuovere uguaglianza, pace, libertà, solidarietà e democrazia” continuano Magni e Veirana.

“In Italia il partito comunista è stata una forza che ha contribuito da protagonista alla Liberazione dal regime fascista di Mussolini ed ha costruito attraverso la Costituente le fondamenta del patto democratico che consente oggi a tutti, anche ai Consiglieri Comunali di Genova, di esprimere le loro opinioni. E’ stato uno straordinario strumento di emancipazione sociale che ha consentito a tutte le classi di partecipare attivamente alla vita democratica” proseguono i sindacalisti.

“La storia ha dato un giudizio severo verso coloro che nel mondo hanno utilizzato il comunismo per instaurare regimi totalitari, ma non si può liquidare con disprezzo l’impegno che milioni di italiani hanno profuso nel rendere il nostro Paese migliore, arginando anche i fenomeni eversivi legati al terrorismo rosso. Consigliamo vivamente ai consiglieri Mascia e Fontana di riprendere in mano i libri di storia delle medie: bastano per farsi un’idea di come sono andate le cose. Al Sindaco Bucci chiediamo di intervenire tempestivamente per rimuovere gli effetti dell’ordine del giorno di ieri. In una fase così drammatica in cui le persone aspettano dalle Istituzioni atti di responsabilità e coraggio che contribuiscano a rendere migliori le loro condizioni di vita e lo sguardo verso il futuro, ci aspettiamo atti concreti e coraggiosi e non operazioni di revisionismo storico di basso livello”, concludono i due segretari della Cgil genovese e ligure.

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