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Terapia

Anticorpi monoclonali, Toti accelera: “Li abbiamo chiesti ad Arcuri per il San Martino”

Sono ritenuti una delle armi più promettenti contro il coronavirus

Genova. “La Liguria ha chiesto di fare da sola sui farmaci con anticorpi monoclonali, il ministro ha firmato un’ordinanza che ne assegna la capacità di acquisto alla struttura commissariale di Arcuri. Ci ho già parlato, ho chiesto di avere i primi da sperimentare alla clinica universitaria di San Martino”. Lo spiega il presidente della Liguria Giovanni Toti a margine del vaccine day per gli over 80 in Liguria.

“Noi stiamo facendo la nostra parte – ha aggiunto Toti – mi auguro che il governo, che tipicamente dovrebbe reperire sul mercato questi strumenti, faccia la sua. Se non lo farà, siamo pronti a farlo, ma ritengo che sia molto più efficace agire centralmente”. Già Matteo Bassetti, direttore di malattie infettive al San Martino, aveva anticipato l’intenzione di avviare la sperimentazione al policlinico,

Al momento la distribuzione dei farmaci con anticorpi monoclonali è effettuata dal commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 come prevede il decreto del ministro della Salute.

Per l’anno 2021, “nello stato di previsione del Ministero della salute, è istituito un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro da destinare all’acquisto dei vaccini anti Sars-CoV-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con Covid-19”, si legge nel documento.

Cosa sono gli anticorpi monoclonali

Queste terapie vengono somministrate per infusione endovenosa da effettuarsi, indicano gli esperti Aifa, in un tempo di 60 minuti (seguiti da altri 60 minuti di osservazione) e “in setting che consentano una pronta e appropriata gestione di eventuali reazioni avverse gravi”. La popolazione candidabile al trattamento con gli anticorpi monoclonali, evidenzia il parere della Cts Aifa, dovrà essere rappresentata “unicamente da soggetti di età maggiore di 12 anni, positivi per Sars-CoV-2, non ospedalizzati per Covid-19, non in ossigenoterapia per Covid-19, con sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (e comunque da non oltre 10 giorni) e presenza di almeno uno dei fattori di rischio (o almeno 2 se uno di essi è over 65)” come Malattia renale cronica, Diabete non controllato, Immunodeficienze. La scelta in merito alle “modalità di prescrizione degli anticorpi monoclonali, come pure la definizione degli specifici aspetti organizzativi, potrà essere lasciata alle singole Regioni”.

Gli anticorpi monoclonali sono ritenuti una delle più promettenti armi contro il Covid-19. Come il plasma, sono anticorpi ‘esogeni’ ovvero sostituiscono quelli prodotti dall’individuo stesso in seguito all’esposizione al virus o al vaccino. Diversamente dal plasma, però, consentono di industrializzare il processo produttivo. Già nei giorni scorsi, il presidente dell’Aifa Giorgio Palù aveva definito tali terapie come “salvavita” e il dg Nicola Magrini aveva comunicato che il Governo ha individuato un fondo per questi farmaci, garantendo così una disponibilità per coprire “diverse decine di migliaia di pazienti”.

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