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Endorsement

300 firme a sostegno di Cristina Lodi: la lettera delle donne al gruppo a Tursi

"Invece di contrattaccare la maggioranza sul tema dell'antifascismo, ci si mostra divisi" si legge nel comunicato

Genova. Domenica scorsa, quando si iniziava a delineare che le ore di Cristina Lodi come capogruppo del Pd in consiglio comunale erano contate – i suoi colleghi a Tursi avevano chiesto le sue dimissioni e questa mattina l’hanno di fatto silurata eleggendo al suo posto Alessadro Terrile – un gruppo di persone iscritte al partito, in gran parte donne, ha scritto una lettera di sostegno, accompagnata da oltre 300 firme.

Il testo di quella lettera è stato inviato questa mattina anche a a questa redazione dall’indirizzo mail dell’ufficio stampa di Cristina Lodi. Riceviamo e pubblichiamo.

“Noi abbiamo voluto questa lettera: siamo donne di diversa provenienza, culturale e politica, accumunate da una buona conoscenza e stima della vostra capogruppo e dallo sconcerto con cui abbiamo letto oggi sulla stampa LA RICHIESTA DI DIMISSIONI da capogruppo di Cristina Lodi ad opera dei suoi colleghi, fatto non secondario, tutti dell’altro sesso.

Vogliamo ricordare le battaglie che lei e tutto il gruppo, insieme, hanno fatto in un Consiglio Comunale dove il Sindaco non voleva usare la parola antifascista e ha trovato normale, nella stessa settimana, celebrare l’anniversario del Partito Comunista e anche far votare un atto che considera reato mostrare il simbolo del PCI e ricordarne i meriti.

E’ evidente che il Pd e il centrosinistra hanno fatto un pasticcio sull’ordine del giorno che paragona fascismo e comunismo. Tutti i consiglieri del Centro Sinistra, con ruoli e responsabilità diverse, hanno chiesto sinceramente scusa per non avere ben compreso, alla lettura dell’o.d.g., quello che stava accadendo. E ora si chiede alla capogruppo, unica donna eletta, di dimettersi avendo anche lei ammesso l’errore?

Invece di contrattaccare la maggioranza sul tema dell’antifascismo, ci si perde nella ricerca di chi ha sbagliato di più, ci si mostra divisi e si punta il dito su chi del l’antifascismo ha sempre fatto un’azione concreta, capace di incarnarne i valori. Non si aspetta il confronto interno ma ci si rivolge ai mass media?

Siamo convinte che solo attraverso un’azione concreta e unitaria, non solo consiliare, e con una responsabilità condivisa contro il centro destra sarà possibile ristabilire un rapporto sereno tra il gruppo e l’elettorato e i cittadini. È in queste occasioni che ci si salva insieme, non cercando capi espiatori che consentono ad alcuni di salvarsi di più”.

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