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Sturla e le aree giochi per i bambini azzerate da cantieri e degrado fotogallery

Lavori, transenne, fango e incuria: per i bambini del quartiere giocare all'aperto è diventato un miraggio

Genova. Da lunedì i cantieri per il rifacimento della copertura del depuratore di Sturla sono operativi, e l’area gioco destinata ai piccoli del quartiere chiusa, almeno fino a primavera inoltrata. Un provvedimento che inserito nel contesto del quartiere rischia di creare un grave disagio per tante famiglie vista la cronica penuria di spazi verdi dedicati ai bambini.

Sì perchè a Sturla il problema è molto sentito, e a ragion veduta. Le alternative a portata di gambine e passeggini, infatti, si contano sulle dita di una mano, con il resto oltretutto: due sono gli spazi, considerati pubblici, aperti nel quartiere, ma le loro condizioni sono decisamente sotto la soglia dell’accettabile.

Parliamo dall’area parco di via Era, inglobata nel complesso di Villa Gentile, la cui gestione e manutenzione è affidata al concessionario dell’impianto sportivo, cosa che già in passato ha creato qualche problema con le associazioni di quartiere: gli orari di apertura, infatti, sono spesso vincolati al personale di sorveglianza del campo, e quindi l’area verde non è sempre accessibile come fosse un parco pubblico nel vero senso della parola, senza considerare che le condizioni in cui si trova al momento sono decisamente pessime, tra transenne, sporcizia, fango e incuria.

E poi rimane il piccolo piazzaletto dei giardini di via Chighizola, ricavati dalla copertura di un autorimessa condominiale, le cui dimensioni però non permettono l’accesso in sicurezza, in base alle norme anti covid, per più di una manciata di famiglie. Senza contare la loro scarsa accessibilità, con il varco da piazza Sturla oramai chiuso da anni, e finito nel calderone dei contenziosi senza fine tra pubblico e privato.

Da qui il disagio delle famiglie, che con pochissimo avviso si sono trovare praticamente private di uno spazio fondamentale per quella socialità “in sicurezza” tanto preziosa per i bambini, soprattutto in questo difficile periodo. “Sarebbe bastata un minima programmazione territoriale – spiega Serena Finocchio, consigliera del Municipio Levante, quota Lista Crivello, che ha raccolto le proteste dei cittadini del quartiere – ma come al solito si procede senza condividere con i territori praticamente nulla se non le cose già decise. A pagarne le conseguenze sono sempre i cittadini“.