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Soccorso Alpino, il bilancio del 2020: sentieri liguri presi d’assalto e centinaia di interventi

Nonostante i lunghi mesi di lockdown i numeri sono in linea con gli altri anni: molti più liguri sui sentieri della Liguria, tra esperti e meno esperti

Genova. L’anno dei lockdown e del confinamento domestico, quel 2020 che abbiamo da poco salutato senza troppa malinconia, ha rappresentato per i volontari del Soccorso Alpino ligure un anno sicuramente particolare, ma non meno intenso rispetto agli anni precedenti: “Da un lato i mesi chiusi in casa, e dall’altro la grande voglia di evasione ogni volta che se n’è presentata l’occasione”, che tradotto vuol dire sentieri presi d’assalto appena era possibile. E questa volta non dai turisti, ma da noi liguri.

Il dato potrebbe essere inatteso: il numero degli interventi del soccorso alpino Liguria del 2020 è stato simile a quello del 2019. In particolare nell’anno appena concluso gli interventi in tutta la regione sono stati 328, solo dieci in meno del 2019 (338). “Il dato indubbiamente sorprende – scrive l’ufficio stampa del Soccorso Alpino Liguria – Ma in realtà è assolutamente lo specchio di un anno particolare. Se in certi mesi, infatti, sentieri vicini al mare e dell’entroterra sono rimasti deserti o quasi, sono rimaste negli occhi di tutti le immagini di pseudo assembramenti in zone come il monte di Portofino o l’area dei forti di Genova nei fine settimana che sono stati ‘liberi’“.

Ma anche chi è andato a camminare nell’entroterra in estate, anche nella prima parte di autunno, ha raccontato di aver incontrato molta più gente rispetto al passato. Proprio per questo, i mesi con più interventi sono stati agosto (60) e settembre (59). Va da sé che quelli che hanno fatto registrare meno attività sono stati marzo e aprile (12 in tutto, sei per ognuno dei due mesi).

soccorso alpino

Secondo i dati riportati dal CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico) la casistica degli interventi del 2020 vede al primo posto i casi di caduta accidentale che rappresentano circa il 40% del totale. A seguire smarrimento della strada, incapacità di riuscire a proseguire su un sentiero non adatto alle proprie caratteristiche o all’abbigliamento (ad esempio le solite infradito sui sentieri vicini al mare) e malore. Chi è stato soccorso nel 2020 stava facendo soprattutto escursionismo (oltre il 50% dei casi) oppure andava in mountain bike o per funghi. Ad essere stati soccorsi sono stati soprattutto gli uomini (71%) rispetto alle donne (29%).

La riviera di levante è stata più movimentata rispetto a quella di ponente. A fare la differenza anche quest’anno è stato il forte richiamo (ma anche spesso la poca attenzione degli escursionisti) di monte Portofino e Cinque Terre. Nel ponente, invece, si sono registrati molti interventi per bikers in difficoltà.

Insomma, se i turisti sono stati decisamente molto meno, siamo stati noi liguri a riempire i sentieri dietro casa, e la voglia di evasione dai duri mesi di confinamento domestico, ha spinto molte persone, anche meno esperte o attrezzate, ad avventurarsi sui nostri monti e nei nostri boschi, non senza qualche imprudenza o leggerezza di troppo. Ma come al solito i volontari del Soccorso Alpino, insieme ai Vigili del Fuoco, si sono adoperati senza sosta per recuperare tutti, a prescindere dal come e dal perché. Per loro non è esistito lockdown.