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Scuola, i dati della Asl genovese parlano chiaro: “Le classi non sono luoghi di contagio”

Su 10.517 studenti testati da settembre solo 36 sono risultati positivi e da più di un mese le scuole sono Covid-free

Genova. Il dato più significativo è quello dei contagi: da più di un mese – e precisamente dal 7 dicembre – non risultano studenti positivi nelle scuole della città metropolitana di Genova stando allo screening avviato da Asl 3 coi tamponi rapidi effettuati direttamente negli istituti. E da un mese il numero delle classi in quarantena tra elementari e medie (le superiori sono chiuse da inizio novembre) è stabilmente sotto i 50, tanto che ormai si sta avvicinando allo zero.

A parlare è il monitoraggio settimanale pubblicato dall’azienda sanitaria sul proprio sito. Dall’inizio dell’anno scolastico al 16 gennaio sono stati eseguiti 12.998 tamponi e di questi solo 43 sono risultati positivi, cioè lo 0,33%. Gli alunni testati sono stati 10.517 di cui appena 36 positivi, lo 0,34%. Dati simili sul personale: su 2.481 test solo 7 positivi, lo 0,28%.

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“Anche noi all’inizio eravamo dubbiosi e pensavamo che la scuola fosse il grande serbatoio di contagi che tutti temevano – spiega Luigi Canepa, direttore del consultorio familiare di Asl 3 – ma oggi, dopo un po’ di mesi che abbiamo macinato numeri, possiamo dire che la scuola non è assolutamente una fonte di contagio. La maggior parte dei ragazzi in quarantena si sono presi il Covid in famiglia, o in altre occasioni che non conosciamo. La percentuale di positività è molto più bassa rispetto alla popolazione generale. Se i contagi salgono dobbiamo cercare altre cause: non imputiamo alla scuola colpe che non ha“.

Eppure il presidente ligure Giovanni Toti, in compagnia di molti altri governatori, ha deciso di tenere chiuse le scuole superiori con la motivazione che il rientro in classe dei ragazzi delle superiori avrebbe potuto influire sull’indice Rt della regione e quindi vanificare gli sforzi per uscire il prima possibile dalla zona arancione. Un nesso logico che non trova conforto nei numeri della Asl 3 genovese.

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Vero è che nelle scuole superiori l’incidenza riscontrata è stata più alta rispetto alle medie (0,46%) e alle elementari (0,1%): su 1.574 alunni testati 10 sono risultati positivi (0,64%). “Questo accade perché i ragazzi più grandi sono quelli che socializzano di più – osserva Canepa – avendo magari il fidanzato o la fidanzata, incontrandosi fuori dalla scuola. Ma la situazione che abbiamo trovato prima che scattasse la chiusura non era allarmante. Magari avessimo le stesse percentuali sul resto della popolazione, saremmo certamente in zona bianca”.

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Il numero delle classi in quarantena ha registrato un picco oltre le 450 a cavallo di ottobre e novembre, poi è stata una discesa continua. Si potrebbe obiettare che il calo ha combaciato proprio con la fine delle lezioni in presenza per le scuole superiori. “Ma la stessa diminuzione si osserva in tutte le scuole, che invece sono rimaste aperte finora”, precisa Canepa. E infatti anche il grafico degli alunni positivi mostra un miglioramento costante a partire da quel periodo, a parte un secondo picco per le medie dovuto alla scoperta di 5 positivi in una sola classe. Che però non si erano contagiati a scuola, ma a casa di un compagno durante una festa di compleanno.

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Canepa esclude anche che la diminuzione dei contagi sia dovuta a un abbassamento dei ritmi dello screening: “Noi riusciamo a fare 250-300 tamponi al giorno nelle scuole e da quando abbiamo iniziato a settembre non abbiamo mai rallentato”. Al momento sono 37 gli istituti passati completamente al setaccio. “E adesso stiamo passando ai convitti universitari”, spiega il direttore del consultorio di Asl 3.

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Nonostante questo scenario rassicurante, la decisione è stata quella di tenere chiusi licei, istituti tecnici e professionali finché i dati del contagio non saranno migliorati. A sparigliare le carte potrebbe essere domani il Tar, interpellato da un gruppo di genitori che hanno presentato ricorso contro l’ordinanza di Toti. Se i giudici lo respingeranno, salvo ulteriori proroghe da parte della Regione, si tornerà in classe il 25 gennaio.

“Avevamo già programmato di ripartire subito dalle superiori proprio per capire se questo ritorno tra i banchi avrebbe generato un aumento dei casi. Il primo sarà il liceo King che conta una popolazione di mille persone”, aggiunge Canepa. Che comunque si chiama fuori dalle polemiche: “Ciò che mi sento di dire è che la scuola non è un ambiente pericoloso dentro scuola non è un ambiente pericoloso. Ma chi prende le decisioni su larga scala non può prendere questo come unico dato”.