Ristoratori pronti alla protesta: "Senza risposte riapriamo anche la sera, non siamo untori" - Genova 24
"vogliamo lavorare"

Ristoratori pronti alla protesta: “Senza risposte riapriamo anche la sera, non siamo untori”

In una lettera inviata al governo le richieste per "lavorare in sicurezza, ma lavorare"

Bar e ristoranti, protesta a Genova: "Restiamo chiusi, siamo stufi di comprare roba e buttarla via"

Genova. “O ci sono le prove scientifiche che i ristoranti sono luoghi di contagio o apriamo a cena“. Questa l’azione di protesta a cui i ristoratori italiani stanno pensando in queste ore, contro il perdurare delle chiusure serali a cui nelle prossime ore potrebbe aggiungersi anche la limitazione dell’asporto.

L’associazione Tni, Tutela Nazionale Imprese, che oggi rappresenta 40mila aziende italiane, ha scritto una lettera al governo e ai prefetti chiedendo le riaperture dove il contagio è di fatto più basso: “Se l’indice di contagio Rt è basso, se la regione è in zona gialla e le attività commerciali sono aperte, perché i ristoranti non possono lavorare a cena o nei fine settimana, non possono svolgere la loro attività in sicurezza, come accade per un negozio o un ufficio?“.

La protesta è arrivata anche in Liguria, con la mobilitazione di molti esercenti: “Non vogliamo andare contro la legge, né indurre i clienti a infrangere le regole – spiega Rocco Costanzo, ristoratore di Rapallo – Vogliamo solo dimostrare che non siamo untori, pertanto, nel caso in cui non venisse accolta la nostra richiesta l’intenzione è quella di accendere le luci dei locali e mettere della musica in sottofondo per farci sentire”.

Chiediamo un dialogo, al Governo, alle forze dell’ordine – continua Costanzo – I locali sono sempre stati presidio di sicurezza per le zone in cui sorgono. Pronti a intervenire, a segnalare problemi di ogni tipo. In questa situazione vogliamo collaborare anche noi per arginare la pandemia. Rispettosi delle norme di igiene, rispettosi della capienza nei locali. Disposti a essere controllati severamente. Ma fateci lavorare“. E poi la proposta: “Chiediamo al Governo i kit per effettuare tamponi rapidi ad un prezzo modico. In questo modo avremmo la certezza di lavorare in piena sicurezza: noi e i nostri clienti”.

La lettera è stata inviata per conoscenza anche ai ministri dell’Economia e delle Attività Produttive Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli: “Se, entro giovedì, non ci saranno risposte né indennizzi – annuncia nella missiva il portavoce di Tutela Nazionale Imprese, Pasquale Naccari – saremo costretti per la sopravvivenza nostra, delle nostre famiglie, dei nostri dipendenti e dei nostri fornitori, a riaprire i locali anche a cena“.

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