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Riforma Municipi, coordinamento associazioni Oregina-Lagaccio: “Favorevoli a riforme, contrari a depotenziamento”

"Il rapporto stretto col territorio è l'unica strada che consente alla politica illuminata"

Genova. Il coordinamento delle Associazioni di Oregina e Lagaccio si dice contrario “a un modello politico/amministrativo che allontana i cittadini dalle scelte amministrative della giunta”. Il riferimento è legato alla riforma dei Municipi, definita “un progressivo svuotamento delle competenze municipali”.

La convinzione è stata ribadita in un recente protocollo d’intesa sottoscritto dal coordinamento, dai sindacati dei pensionati Spi-Cgil Fnp-Cisl Uilp, dal Municipio Centro Est e dall’Amministrazione Comunale, che con questa decisione va in un senso diametralmente opposto.

Il rapporto stretto col territorio – si legge nella nota – e delle sue vive e radicate espressioni sociali è l’unica strada che consente alla politica illuminata di avvicinare la politica ai cittadini per trovare le soluzioni, come testimoniano numerose esperienze praticate, più rispondenti ai bisogni delle persone soprattutto quando si affrontano problemi di carattere squisitamente sociali e di manutenzione del territorio”.

I Municipi, in questa ottica, essendo le istituzioni più vicine al cittadino, svolgono una funzione “irrinunciabile che queste scelte rischiano di ridurre a meri comitati di quartiere mentre si dovrebbe invece accrescere la loro autonomia politica e amministrativa. Oltre tutto, l’Articolo 5 della Costituzione Italiana promuove le autonomie locali riconoscendo l’importanza del decentramento amministrativo come strumento di democrazia”.

Il coordinamento ricorda che nel 2017, l’allora candidato alla carica di sindaco Marco Bucci, sosteneva che bisogna decentrare il potere ai Municipi, facendo in modo che siano capaci di fare attività locale, dando loro un budget e personale delegato dalle partecipate. “Ci interroghiamo su questo cambiamento totale di linea credendo che nessuna riforma possa essere tale se i Municipi non vengono riconosciuti come autonomi su almeno due grandi temi, le politiche sociali e le manutenzioni”.

“Usciamo da un anno difficoltoso e doloroso, un anno dove le associazioni di quartiere sono state un faro per la cittadinanza, aiutando concretamente chi era in enorme difficoltà a causa delle restrizioni dovute alla pandemia che ha colpito il mondo, la luce di questo faro sarebbe stata molto più debole se non ci fossero stati i Municipi che, lo diciamo senza enfasi, sono scesi in campo al fianco delle Associazioni per sostenere da vicino l’intera cittadinanza”.

Il coordinamento si dice d’accordo a riforme dei Municipi e della Città Metropolitana. “Siamo anche pronti a contribuire affinché queste vengano fatte, crediamo che vada lasciata maggiore autonomia ai Municipi in quanto sono, come già sottolineato, le istituzioni più vicine al cittadino. Depotenziarli rischia la crescita di sentimenti di antipolitica e di disaffezione, con conseguente sfiducia nella democrazia vista come cosa lontana”.